27 novembre 2009

la vita

la vita è una gran cosa.
ora non fraintendetemi. io non ho alcun tipo di fede religiosa, saltello tra agnosticismo, ateismo e l'idea che qualcosa di superiore potrebbe esistere ma non assomiglia di sicuro al "dio" chiamato in causa dalle religioni che ci sono nel nostro pianeta.

il problema di gran parte dell'umanità è l'aver perso di vista il senso della vita.

fin da quando siamo piccoli ci vengono insegnate un sacco di cose; poi diventiamo grandi. e da grandi si lavora: c'è chi insegna, c'è chi inventa, c'è chi scrive, c'è chi aiuta, c'è chi suona, c'è chi muove miliardi di monete fatte di aria da una tasca ad un'altra senza che nessuno se ne accorga e poi ci sono quelli come me. o perlomeno quelli che sono ciò che io vorrei diventare. quelli che scoprono cose nuove. ricercatori e tutti i mestieri simili. il compito base di un ricercatore è di scoprire come funziona ciò che ancora non conosciamo abbastanza bene e magari dare qualcosa di nuovo da usare a chi per lavoro inventa.

ma perchè lo facciamo?

passiamo la vita a lavorare.

uno che passa la vita a lavorare è praticamente già morto. come fa a ritenersi viva una persona che regala al lavoro un terzo della sua vita, un terzo della sua vita lo passa a dormire e l'ultimo terzo lo passa metà da bambino e metà da vecchio?
scusate, ho detto "regala al lavoro un terzo della sua vita".
dovevo dire "da al lavoro un terzo della sua vita in cambio di poche monete".
monete con cui comprerà un televisore spesso quanto un pacchetto di sigarette in cui guardare scene di una vita che non vivrà mai. i film.

certo, mi potete dire "ma guarda che il mio lavoro mi piace"
per forza che ti piace, sennò non lo faresti! ma il punto non è "mi piace" o "non mi piace", il punto è che una persona, negli anni più belli della sua vita, potrebbe volersi dedicare ad altro oltre che al lavoro e basta. no?

ma torniamo un attimo al discorso di prima... dicevo "ma perchè lo facciamo?"
è una bella domanda.
perchè lavoriamo?

lavoriamo per il progresso.

cos'è il progresso? per fare un esempio il progresso è il televisore spesso quanto un pacchetto di sigarette.
utilità? zero ovviamente, ma vedrete che tra venti o trent'anni non esisteranno televisori più spessi di quelli.
perchè no? perchè sembrerà giusto così.
il progresso è la cura delle malattie. ma a cosa serve curare una malattia e vivere fino a centottanta anni se magari dagli ottanta in su non riesci più neanche ad aprire gli occhi o aprire la bocca?

il progresso è inutile. pensateci. se davvero ci siamo evoluti dalla scimmia il progresso non ha portato niente di meglio di quello che avevamo quando eravamo scimmie. anzi...
quando eravamo scimmie avevamo il nostro mondo incontaminato, cacciavamo per mangiare solo quello che avevamo bisogno di mangiare e morivamo un po' più giovani di quanto non succeda adesso.
bè, cosa si può volere di più?

siamo nel 2009 e l'uomo combatte l'inquinamento che lui stesso ha creato e le malattie che a forza di essere combattute si sono rinforzate sempre di più.

ora... cosa volevo dire con questa pappardella inutile?
volevo dire che l'uomo studia e lavora per il progresso e il progresso ha portato solo e unicamente alla progressiva distruzione del pianeta in cui viviamo.



di conseguenza era meglio se facevo il musicista piuttosto che il ricercatore cazzo.


e non rompete i coglioni dicendo che ho soltanto messo giù delle righe a caso; è un problema vostro se avete perso tempo a leggerle. piuttosto cercate qualcosa di silvano agosti su youtube che è interessante.