31 marzo 2012

intrattabilità in pillole #8


mi piacerebbe vivere in un mondo anestetizzato. ti alzi la mattina, vai al bar e invece del caffe' ti servono una bella dose di morfina. non e' vietato fumare, anzi e' obbligatorio. lo stato ti passa dei sigarettoni esagerati. e se vuoi pure il metadone. e' bello, cosi' non hai preoccupazioni e ti puoi concentrare su te stesso. ti fai i cazzi tuoi, conosci gente, scopi, parli, discuti, leggi. tutte cose che ora non si possono fare perche' tutti sono troppo nervosi e/o indaffarati. gia', proprio cosi'.


un mondo anestetizzato. per difendermi. da cosa? ma dagli altri, ovviamente. gente che non sa piu' dove trovare pace. per esempio - ieri sento al telegiornale del tipo che correva con la macchinaallafastenfurius e si schianta contro un albero. bam. finita. stasera, pure' di essere umano. bel cretino. stamattina sto andando al lavoro e appena passo l'unica rotonda che c'e' lungo la statale trovo una macchina in un campo. uscita di strada. una BMW serie tre, con dei cerchi che sembrano quelli di un'astronave, tanto son grandi. e delle gomme che puoi tranquillamente chiamare barraventi, tanto anche se son barraventicinque non fa molta differenza. ok, c'e' bagnato. ma una macchina cosi' con quelle gomme puo' prendere una rotonda come quella a 180 e nn fa una piega. io stesso, con la mia civic-mezzo di trasporto, con le mie coperture a mescola "in offerta dal gommista" su cerchi di acciaio stampato, la prendo a 100 all'ora e son tranquillo. chissa' che velocita' faceva quel povero cristiano. se fosse stato anestetizzato, se la sarebbe fatta tutta a 40 all'ora, la statale, e maragi non vedeva la rotonda e andava nell'erba, ma almeno si sarebbe divertito un casino cosi' poi arrivavano i pulotti e portavano i [cilum]. spettacolo. picnic psichedelico alle sei di mattina sul prato della rotonda. magari mi fermavo anche io.


invece no, dobbiamo essere tutti nervosi. tutti di corsa. tutti con una meta da raggiungere. vacci tu, per favore, io ora me ne appiccio una.


Scritto, ma non riletto e firmato da: intrattabile alle 07:50



 

24 marzo 2012

 


le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro.


 


sai cosa ti dico? vaffanculo. a me non piace scommettere. non voglio fare delle scelte. a me piace vincere facile. non voglio responsabilità.


voglio qualcuno che decida per me. qualcuno che decida qualunque cosa. qualcuno con cui congratularmi se le scelte saranno giuste e qualcuno da incolpare se le scelte sono sbagliate. qualcuno che mi dica esattamente come comportarmi e cosa fare. così se faccio qualcosa che non ha senso posso dire "è stato lui, è lui che mi dice cosa fare, non prendetevela con me!". la gloria dell'aver fatto qualcosa di particolarmente positivo la lascio volentieri a qualcun'altro, preferisco passare inosservato.


sarebbe meglio un giorno da leone che cento da pecora, ma per fare il leone ci vogliono le palle.


non ho la forza di prendere decisioni importanti, perché se quelle decisioni si rivelassero sbagliate sarebbe solo colpa mia.


e ancor di più non ho la forza di agire, perché se le azioni che compio dovessero essere sbagliate, sarebbe solo colpa mia.



 


 there are many thing that i would like to say to you, but i don't know how

21 marzo 2012

questo blog sta diventando monotematico.

e siccome a me piace cambiare, oggi parliamo di fisica. e di musica. cioè di fisica ne parliamo poco ma ascoltiamo musica fatta studiando fisica.


da wikipedia:



La bobina di Tesla è un dispositivo elettrico a trasformatore risonante costruito da Nikola Tesla.
È in grado di generare veri e propri fulmini, del tutto simili a quelli di origine atmosferica, anche se di entità ridotta.


[...]


Le bobine di Tesla possono essere usate anche per creare musica modulando l'effettivo "intervallo di rottura" (p.e., la percentuale e la durata di scariche RF di alta potenza) per mezzo di un'unità di controllo.



da youtube:


 


 


 

20 marzo 2012

intrattabilità in pillole #7


e' facile essere l'amico.
quello che consiglia giusto, quello che ti mette a tuo agio.
quello che quando gli altri ti fanno incazzare oh per fortuna che c'e' lui.
e cosi' corri dall'amico "dai, non fare cosi', lui non ti merita, lui non ha capito niente di te, poverina tutti gli stronzi li becchi tu".
e ti senti meglio.


sai che ti dico? : ma vaffanculo! se gli altri sono stronzi con te, te lo meriti. perche' anche con me tutti erano stronzi. poi ho iniziato a menare calci nel culo. e cosi' gli stronzi mi girano alla larga, e vanno vicino a chi gli stronzi se li merita. sono diventato stronzo pure io?
ma vai, cammina, vai. a me non me ne frega niente di stimolare endorfine con i complimenti. a me non interessa trasmettere una sensazione di tranquillita' che ti fa pensare che con me stai bene.
io sono vivo. io brucio, lo capisci? se vuoi starmi vicino ti scotterai.


e mollalo, il tuo tipo, se e' stronzo. mollalo, se non ci stai bene. ma chi te lo fa fare? alla fine, se non sai lasciarlo e' perche' ti ci sei affezionata come ci si affeziona al cane. che quando crepa, ne prendi un altro e tempo un mese ti ci sei affezionato ancora allo stesso modo.




parliamo di qualche bell'argomento? dai.
stamattina con il piscio ho lavato una strisciata di merda che c'era nel cesso della stazione. mi sono sentito un uomo realizzato.

(ogni riferimento a fatti, persone, opinioni reali e' pura finzione. nello specifico, non mi riferisco ne' a chiara, ne' a fede, ne' a serena, ne' a claudia e nemmeno a marta e nemmeno alla sorella di marcello)



Scritto, ma non riletto e firmato da: intrattabile


16 marzo 2012

non so cosa scrivere

non mi mancano le parole, sia chiaro. è che ne ho troppe che mi girano per la testa, non so quali mettere giù e come metterle giù. ho già ricominciato questo post 7 o 8 volte, ma sento che questa è quella buona.


c'è una persona che ultimamente si è fatta posto nella mia vita. siccome la matematica me piace assai direi che la cosa ha avuto un andamento esponenziale, fate conto che l'asse delle x sia il tempo, l'asse delle y quanto quella persona sta andando a fondo nella mia mente.


finché quella persona leggeva il mio blog e basta, non poteva andare troppo a fondo. sul blog sei chi vuoi essere tu.
ci presentiamo tramite splinder e iniziamo a sentirci ogni tanto su feisbuc. ecco, se prendete un grafico di un andamento esponenziale, quando abbiamo iniziato a sentirci su feisbuc eravamo al punto (tempo=0, profondità nella mia mente=1).
si parla, si parla e poi succede che ci scambiamo i numeri di telefono. al momento in cui ci siamo scambiati i numeri di telefono, ci trovavamo al punto (1, e).


ora sono più o meno due mesi che quella persona ha il mio numero di telefono. e quella persona in questi due mesi ha scavato. è andata davvero a fondo.


è andata a fondo quanto nessuno aveva fatto prima.


e quando scrivo "nessuno", lo scrivo con le lacrime agli occhi, perchè mi sembra impossibile che una persona che non ho mai visto dal vivo sia riuscita ad andare più a fondo di altre che conosco da una vita.


 


da un lato mi sento a disagio, perché è strano.


dall'altro mi fa piacere... perché è strano.


 


mi ha detto di non lasciarle troppo spazio, perchè ha paura di farmi male. io alle persone non "lascio" lo spazio, se lo devono conquistare. chiunque sia il conquistatore, il mio spazio lo difendo sempre con tutto me stesso, non l'ho mai regalato a nessuno.


e se qualcuno riesce a conquistarlo, più o meno facilmente, vuol dire che se lo merita.

io amo internet.

 


su internet si può fare praticamente qualunque cosa.


mi chiedo come facessero dieci o quindici anni fa senza internet.

15 marzo 2012

saggezza metropolitana

la donna cambia letto, ma il fiume no!


cit. il matto che in treno cantava canzoni italiane degli anni '70.

12 marzo 2012

me le cerco.

qualcuno aveva ragione.
è colpa mia.
 
ma anche qualcun'altro aveva quasi ragione.
mia madre mi ha telefonato chiedendomi se aspettavo posta dal belgio.

10 marzo 2012

up on melancholy hill


Well, you can't get what you want, but you can get me.

9 marzo 2012

lo studio nuoce gravemente alla salute.

nelle aule studio si vede di tutto.


ci sono studenti con le occhiaie, studenti con le occhiaie che dormono sul banco, studenti che cazzeggiano su internet, studenti che ascoltano musica e studenti che studiano sul serio, ma sono pochi. studenti che scrivono messaggi, studenti che non stanno seduti per più di dieci minuti consecutivi, studenti che "cazzo ma quella che gnocca è?", studenti che bevono caffè, studenti che rompono le palle agli altri studenti, studenti che mangiano merendine e studenti che scrivono di altri studenti che fanno esattamente tutto quello che faccio io normalmente.

6 marzo 2012

intrattabilità in pillole #6; riesco ad esprimermi solo per canzoni.


e' facile reagire alle situazioni in maniera fredda di giorno. di notte e' tutta un'altra cosa

Scritto, ma non riletto e firmato da: intrattabile alle 11:39 | commenti (185) |
ragione





io questa frase non la capivo. però adesso ci sono un po' più vicino. ieri notte stavo ascoltando i negrita prima di addormentarmi e mi sono messo a piangere. è vero che di notte è difficile reagire freddamente alle situazioni.

mi stai sentendo? sono tutto un altro te. quello che hai dentro, quello che forse non c'è. qualcosa sta cambiando, tu sai che è inevitabile, ma è fresco questo vento che si sta alzando ed io ti salverò.
è questo il giorno delle verità? o sei solo tu che vivi a metà? puoi prenderti tutto non nasconderlo, non puoi dire no, non ti crederò. io so che tu vuoi correre, ridere, urla, non ti sento. sei giovane, sei lucido, nel giorno delle verità.
non credere alle favole, ma neanche alla realtà, a tutti quegli scrupoli che non ti fanno vivere; non perderti mai niente che tenga in vita questo fuoco; illuditi, convinciti che no, tu non ti brucerai.
è questo il giorno delle verità? o sei solo tu che vivi a metà? puoi prenderti tutto non nasconderlo, non puoi dire no, non ti crederò. io so che tu vuoi correre, ridere, urla, non ti sento. sei giovane, sei libero, nel giorno delle verità.
se sei tu che vivi come me, se sei tu mi devi credere.

avrei bisogno di sfogarmi e non so più nemmeno piangere. com'è difficile aspettare quando arrivi alla mia età. dovrei parlarne con qualcuno e non c'è campo in tutto l'etere. e sento il peso delle stelle, che non ho afferrato mai, però è qualcosa che ho provato e una volta tornerò a scivolare giù, nella corrente, per risalire su, dolcemente. irresistibile, stupendo, inconcludente, dannato vivere.
e penso al tempo che ho sprecato a far programmi senza agire mai. stordito, pallido e incazzato, non importa sono qua. e ho camminato sul pianeta, scalzo, disperato e libero. e certe cose che ho provato non le proverò mai più, ma ho già volato per amore e una volta tornerò a scivolare giù, nella corrente, per risalire su, dolcemente. irresistibile, stupendo, inconcludente, dannato vivere.

provo a difendermi, difendermi da me. senza nascondermi, difendermi da me. non so se riuscirò, ma sono tutto quel che ho. provo a difendermi, ma il vento è troppo forte. provo a difendermi, rinforzo le mie porte. al coperto tra le mura, preparo un'altra serratura.
provo a difendermi, difendermi da solo. io non possiedo armi, però in compenso volo. un'ultima stazione è la tua benedizione.
io volo sopra i campanili e sopra le città, il vento ha nuove forme in cielo, all'improvviso contro il sole andrò. piano, piano, piano, io scomparirò davvero.


poi mi tornano in mente frasi a caso.
chi non si mette in gioco forse non può vincere, ma di certo non può perdere.
è la cazzata più grande che si sia mai sentita ma per un motivo o per un altro ne ho fatta una ragione di vita. io le partite non le gioco, le guardo dagli spalti e al massimo prendo appunti che a fine partita butto via.
prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da stronzi.
sì, una buona percentuale di stronzi intorno a me ci sono, ma ho paura che siano degli stronzi perché io gli ho sempre permesso di esserlo.

che cos'è un ritorno a vent'anni, un manicomio su un letto di danni. sogni sciatti, notti di festa, tiravo sassi alla tua finestra. ma cos'hai visto in questo qui? e quella cosa è ancora lì? o no?

vorrei chiederglielo davvero. ma ho paura che mi risponderebbe che quella cosa non c'è più da un pezzo.
mi sento un peso per me stesso.

a una condizione!

"adesso mi manca il tuo numero!"


"ehehehehehheh te lo do a una condizione!"


"ovvero che io non ti scriva altrimenti ***** ti sgama ahahahahahahha"


"no era un'altra"


"va bene... dimmi"


"che non ci chiudiamo a scriverci in continuazione come due coglioni"


 


NO, FIGURATI!