7 novembre 2018

stromberg

stromberg è un po' come hannover.

se arrivi da new york è una merda.
ma se arrivi dal botswana è un miglioramento!

stromberg è il capo che nessuno vuole. è un sessista, omofobo, razzista, xenofobo, etc. fa queste battute di pessimo gusto che per essere digerite richiedono un certo stomaco, ti dà da fare lavori di merda solo perché lui è troppo pigro per farli, ti tratta da sottoposto, crede di poter fare il bello e il brutto tempo solo perché sta uno scalino più su di te, cerca di trarre vantaggio solo ed esclusivamente per sè da qualunque situazione. poi ogni tanto si prende una strigliata dal suo capo. e dopo un po' ritorna più o meno tutto come prima.

stromberg è il protagonista di una serie tv tedesca. la serie fa crepare dal ridere, ovviamente, perché il personaggio è assolutamente inconcepibile nella vita reale. se anche uno così esistesse, verrebbe rimpiazzato immediatamente da qualunque società. e invece lui riesce sempre a cavarsela in modi più o meno infimi, a discapito di chiunque altro.

quella che dice quella frase che ho citato in cima è jennifer. una impiegata che ci finisce a letto e praticamente l'unica che riesce a trovarci dei lati positivi.




ora, il mio capo (almeno per quanto ne so) non è razzista, non è omofobo, non è sessista e non è xenofobo. ma ve lo giuro, per il resto è stromberg. l'unica differenza è che se ce l'hai come capo non fa ridere.

stromberg è un po' come hannover.


io arrivo praticamente da new york. stimo moltissimo la prof che mi ha fatto da supervisore per la tesi magistrale. e la mia vecchia facoltà è una delle migliori in italia.
se fossi arrivato a hannover forse non mi lamenterei nemmeno troppo. è che ho l'impressione di essere arrivato in botswana.




intanto un anno è quasi andato. l'unica mezza gioia è lo stipendio, che però non compensa la vita di merda che sto facendo. sto continuando a mandare cv e continuo a ricevere picche. l'altro giorno ne ho mandato uno ad un ingegnere, un cliente della mia ragazza, che ha detto che forse mi può dare una mano. speriamo.



questo sfogo è stato generato dal fatto che stromberg ha passato due ore nel mio ufficio a discutere del nulla (di articoli, poster, etc, ma in realtà del nulla) con il mio collega. e io per due ore mi sono dovuto sorbire sto scemo che si è bevuto praticamente un litro di caffè-brodaglia CON IL RISUCCHIO.

"sssssshcsccrhshrhrshrchshrchschshcshrch ahhhhhhh"
"blablablablablabla"
"sssssshcsccrhshrhrshrchshrchschshcshrch ahhhhhhh"
"blablablablablabla"
"sssssshcsccrhshrhrshrchshrchschshcshrch ahhhhhhh"
"blablablablablabla"

il tutto mentre io cercavo di fare uno dei lavori di merda che lui è troppo pigro per fare. ad un certo punto volevo lanciargli dietro la mia scrivania. più o meno così:


adesso siccome ho il cazzo girato, invece di lavorare mi lamento di lui qui.

ve l'avevo detto che stava cercando di rifilarmi il "servizio caffè"? no? no, non ve l'avevo detto. il tecnico che lavora qui da noi va in pensione a fine gennaio. di solito fa lui il caffè quando arriva alle 8 del mattino. la settimana scorsa era in ferie. io arrivo in ufficio alle 9:00. ore 9:02 stromberg mi entra in ufficio.
"brother, potresti mettere su del caffè?"
"certo".
non era la prima volta, e se fosse per me il caffè lo farei anche se lo bevessi, ma bevo un espresso a casa per colazione.
secondo giorno. 9:02 suona un telefono in ufficio. non mi disturbo neanche a controllare se è il mio perché 99 su 100 è il telefono del mio collega. 9:03 stromberg è nel mio ufficio
"ma non ti è suonato il telefono?"
"no. quello di fido [lo chiamo fido perché è praticamente il suo cane] è suonato."
"ma il tuo numero non è  blablabla?"
"ah, sì. allora forse era il mio, scusa ma di solito è il suo e quindi non rispondo. dimmi pure"
"puoi fare del caffè?"
"certo".

cioè me lo ordini pure per telefono adesso?

ma sei stronzo?

il terzo giorno ho risolto il problema alla radice. 9:00 ero in ufficio, 9:01 ero in laboratorio.
lui cos'ha fatto non trovandomi? si è fatto un litro di caffè, l'ha messo nella caraffa termica e se l'è portato tutto nel suo ufficio. della serie "se faccio il caffè me lo bevo io". così, tanto per rendervi partecipi di un minimo del disagio che sto vivendo. e intanto, almeno una buona parte della mattinata se n'è andata. e anche oggi, come da un anno a questa parte, non concluderò una beneamata minchia.