24 gennaio 2019

ho bisogno di chiarirmi le idee

il colloquio è andato bene. così bene che praticamente hanno parlato quasi solo loro. mi hanno dato il fine settimana per pensarci su. e io gli ho detto di no.

ma sei rincoglionito?

no. mi sono fatto due conti sui giorni liberi. adesso vedo b 145 giorni all'anno se tutto va bene. se accettavo il lavoro diventavano qualcosa come 70.

e allora uno si deve chiedere: voglio fare un lavoro che mi prende mega bene o voglio farmi una famiglia?

e poi uno si deve anche rispondere. e a me la risposta l'ha data b. ho passato un fine settimana a cercare di trovare una soluzione, ho girato e rigirato tutte le opzioni possibili per provare a fare una controfferta ma di soluzioni neanche l'ombra. e alla fine li ho dovuti chiamare e a malincuore rifiutare.

adesso sono qua davanti al computer cercando di fare ordine. sono due settimane che penso. penso troppo. penso al lavoro che ho rifiutato. penso che io e b non ci trasferiremo mai in italia come avevamo in mente di fare "in futuro". ha imparato quattro acche di italiano in quattro anni, sono quattro anni che può frequentare tutti i corsi di italiano che vuole gratis all'università e non l'ha mai fatto. ci ha provato una volta, ha seguito forse cinque lezioni e poi ha trovato una scusa per non andarci più. diciamo che non si è nemmeno impegnata a farmi credere che stava veramente cercando di impararlo.

e poi non la voglio costringere a rinunciare a tutto quello che ha per andare in un posto dove avrebbe soltanto me, con in più il problema della lingua. io qua me la cavavo ovunque con l'inglese e in più masticavo qualche parola di tedesco. lei l'inglese in italia lo può buttare nel cestino e si ritrova alla cassa del supermercato con la siora tonèo da scaltenigo che ghe dise: "siora, xé dodese e vinti, gàea ea tesera? li voe i punti? ea gà i schei o ea fa col bancomat?"

penso che io in italia ho lasciato tanto e la mancanza inizia a farsi sentire. adesso ci ho pure lasciato un lavoro. penso che mi basterebbe alzare il telefono e mi stenderebbero un tappeto rosso fuori dall'azienda. me l'hanno già detto.

penso che se tornassi in italia avrei tutto. tranne lei. e penso che qua... non ho niente, tranne lei.

penso che dovrei parlarne con lei e mi viene male solo a pensarci perché so già come reagirà.

questa situazione mi è familiare. e l'ultima volta in realtà non è finita molto bene.

penso che scrivere qua non ha risolto un cazzo, ma almeno l'ho messo per iscritto.

chi vivrà vedrà.