29 maggio 2019

leggevi sempre i necrologi della stampa

non mi ricordavo nemmeno di questa cosa. mentre leggevo il tuo mi sono ricordato che mi avevi anche spiegato il perché.

trovavi interessante vedere a che età qualcuno se n'era andato, come i familiari manifestavano il loro dolore. e se qualcuno era giovane ti domandavi come potesse essere successo.

leggo il tuo e mi sale il magone. ancora non ci credo che te ne sei andata via così.

ho passato l'intera notte in bianco a cercare di capire come fosse potuto succedere e poi mi sono reso conto che bastava usare la testa.

google ha tutte le risposte.

non avevo neanche finito di scrivere il tuo nome che i suggerimenti aggiungevano già incidente.

bella merda la vita. un giorno cerchi di programmare il tuo futuro e il giorno dopo attraversi la strada e una panda ti fa volare venti metri più in là.

te lo giuro mi sembra tutto uno scherzo, una montatura. non mi vuoi più sentire e fai finta di essertene andata per sempre, così la pianto di darti fastidio.

in italia a fine 2017 c'erano 60483973 abitanti. nello stesso anno ci sono state 3378 vittime di incidenti stradali. sai qual è la probabilità che capitasse proprio a te? lo 0,0056 %. vuol dire che capita a una persona ogni 18000. perché dovevi essere proprio tu? perché non hai deciso all'ultimo di cambiare vestiti prima di uscire? di mangiare un biscotto in più a colazione? di gustare il caffè più a lungo? di guardarti allo specchio un paio di secondi in più?

no, google non ha tutte le risposte.

mi hai rivoltato la vita.

e adesso me l'hai rivoltata un'altra volta.

31 luglio 2018
[...]
"tu come stai?"
"Non benissimo"
"Ma non mi sposo né sono incinta"

"ok "
"ma il non benissimo quindi?"
"Se ti raccontassi poi penseresti che noia questa parla sempre di sé"
"ma se te l'ho chiesto io"
"O forse dovrei ucciderti...... Dunque ti lascerò con la curiosità"[...]

mi ritrovo qui - con le lacrime agli occhi e tante domande senza risposte - a salvare un'amica dal dimenticatoio e a leggere una delle ultime conversazioni che per puro caso non ho cancellato.

l'ho già spiegato una volta come gli amici possono finire nel dimenticatoio.

se quella volta avevo una certa stima per la persona, questa volta è diverso. perché ti ho conosciuta. non eri solo eccececca, eri tu. quella vera, in carne ed ossa.

quella che mi ha ridato la fiducia in me stesso. quella a cui ho voluto davvero bene.

No nothing ever lasts forever, no
One minute you're here and the next you're gone
So I respect you, wanna take it slow
I need a mental receipt to know this moment I owe 
Do you mind if I steal a kiss?
A little souvenir, can I steal it from you?
To memorize the way you shock me
The way you move it here
Just wanna feel it from you


quella che leggendo quello che ho scritto mi direbbe che sono rimasto il solito smielato del cazzo con quel pezzo di canzone. embè? il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare a me. tiè.

quella che mi mancherà. quella che "è strano che di colpo abbia smesso di venire a leggere il blog".

quella che forse con il suo ultimo post voleva dirmi qualcosa che io non ho colto.

quella che "come al solito non hai colto, sei lento!". io l'ho sempre detto, ad aspettare che gli altri colgano messaggi semi nascosti non si ottiene niente. le cose bisogna dirle.

quella che mi ha fatto iniziare a usare whatsapp quando whatsapp non lo usava ancora nessuno. quella che mi ha fatto iniziare ad usare spotify quando spotify non lo usava ancora nessuno.

vabbè. una canzone te la meriti. tanto lo so che questa ti piaceva, vedevo che la ascoltavi su spotify.




ciao cecca.

18 marzo 2019

com'era quella frase...

ho visto un film in cui veniva detta più volte una frase interessante che sul momento mi aveva fatto pensare. e pensa che ti ripensa non me la ricordo più.

o forse sì.

we accept the love we think we deserve.



12 marzo 2019

non vado più a ballare oggi



sì, il testo è deprimente. ma la musica, quando attacca...

Ich geh' heut' nicht mehr tanzen Non vado più a ballare oggi
Ich weiß ich hab' gesagt
Ich bin heute am Start
Aber ich komm nicht klar und da
Wo ich schon tausendmal war
Will ich heute nicht hin
Weil da immer die gleichen Leute sind
Und weil ich müde bin
Müde, müde, müde bin
Und weil ich müde bin
Weil ich müde, müde, müde bin
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr tanzen
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr raus
Ich glaub' ich rauche heute Pflanzen
Und bleib' allein zu Haus
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr tanzen
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr raus
Ich glaub' ich rauche heute Pflanzen
Und bleib' allein zu Haus
Ich bin noch immer so müde von gestern
Und suche bei Netflix nach einem Western
Die Jungs mit Revolvern helfen vergessen
Dass man trinkt um zu vergessen
Mein Magen sagt ich müsste was essen
Ernähr' mich seit Wochen nur noch von Resten
Vietnamesisch neben dem Bett
Ich hab' nie was im Kühlschrank
Ich warte noch immer darauf, dass ich wieder fühlen kann
Ich bin noch immer so müde von gestern
Ich warte noch immer darauf, dass ich wieder fühlen kann
Suche bei Netflix nach einem Western
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr tanzen
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr raus
Ich glaub' ich rauche heute Pflanzen
Und bleib' allein zu Haus
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr tanzen
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr raus
Ich glaub' ich rauche heute Pflanzen
Und bleib' allein zu Haus
Ich geh' heut nicht mehr tanzen
Vietnamesisch neben dem
Bett Ich hab' nie was im Kühlschrank
Vietnamesisch neben dem Bett
Ich hab' nie was im Kühlschrank
Ernähr' mich seit Wochen nur noch von Resten
Vietnamesisch
Ernähr' mich seit Wochen nur noch von Resten
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr tanzen
Ich glaub' ich geh' heut' nicht mehr raus
Ich glaub' ich rauche heute Pflanzen
Und bleib' allein zu Haus
Lo so che ho detto
che oggi sono carico
però non mi capisco e là
dove sono già stato mille volte
oggi non ci voglio andare
perché là ci sono sempre le stesse persone
e perché sono stanco
stanco, stanco, stanco
e perché sono stanco
perché sono stanco, stanco, stanco
penso che non andrò più a ballare oggi
penso che non andrò più fuori oggi
penso che fumerò piante oggi
e che rimarrò a casa da solo
penso che non andrò più a ballare oggi
penso che non andrò più fuori oggi
penso che fumerò piante oggi
e che rimarrò a casa da solo
Sono ancora così stanco da ieri
e cerco un western su netflix
i ragazzi con i revolver aiutano a dimenticare
che si beve per dimenticare
la mia pancia dice che dovrei mangiare qualcosa
mi nutro da settimane solo di avanzi
cibo vietnamita in fianco al letto
non ho mai niente in frigorifero
aspetto ancor sempre di poter sentire
sono ancor sempre stanco da ieri
aspetto ancor sempre di poter sentire
cerco un western su netflix
penso che non andrò più a ballare oggi
 penso che non andrò più fuori oggi
penso che fumerò piante oggi
e che rimarrò a casa da solo
penso che non andrò più a ballare oggi
penso che non andrò più fuori oggi
penso che fumerò piante oggi
e che rimarrò a casa da solo
non vado più a ballare oggi
cibo vietnamita in fianco al letto
non ho mai niente in frigorifero
cibo vietnamita in fianco al letto
non ho mai niente in frigorifero
mi nutro da settimane solo di avanzi
cibo vietnamita
mi nutro da settimane solo di avanzi
penso che non andrò più a ballare oggi
penso che non andrò più fuori oggi
penso che fumerò piante oggi
e che rimarrò a casa da solo

3 marzo 2019

se famo du spaghi?

caro possessore di oneplus 6,

ti invito gentilmente a farti una bella spaghettata di cazzi tuoi e a non farti più vedere da queste parti.

per carità, se proprio vuoi, puoi anche farti i cazzi miei, non trovo giusto privarmi della mia libertà di pubblicarli qui solo perché qualcuno che non è stato invitato viene a leggere.

poi sì, in realtà c'è da dire che ormai i cazzi miei te li sei già fatti, perché uno che totalizza intorno alle 500 visualizzazioni del mio blog in 3 giorni vuol dire che si è letto praticamente tutto oppure ha passato il giorno ad aggiornare la pagina. le prove qui:



sì, dovete sapere che grazie al nostro amico-contatore shinycazz® (guardare colonna in basso a destra), posso vedere praticamente tutto di chi apre il blog anche solo per sbaglio. telefono, orario, frequenza delle visite e luogo da cui arrivano le visite, il tutto diviso per indirizzi ip.

una volta se qualcuno mi trovava attraverso google potevo perfino vedere la chiave di ricerca con cui mi aveva trovato (vedi qui e qui), ora google non concede più questo privilegio. sulle chiavi di ricerca utilizzate per arrivare qui c'è stato molto da ridere in passato.

sai, possessore di oneplus 6, questo link ce l'hanno in pochi. e se le visite aumentano in modo esponenziale da un giorno all'altro, la cosa mi puzza. specialmente se poi andando a guardare quei dati menzionati poco più su non corrispondono a nessuno a cui ho dato il link.

quindi, per ora mi limiterò ad invitarti a fare come baglioni - che in caso tu non lo sapessi è molto bravo a levarsi dai coglioni - ma non prima di aver ascoltato la seguente canzone in modo molto attento dall'inizio alla fine. sembrerà una stronzata, ma il messaggio finale è pieno di significato.


27 febbraio 2019

füchse

sono sempre stato convinto che quando uno è triste, sa sempre cosa causa quella tristezza. si può mentire a se stessi, si può mentire agli amici, a chi chiede qual è il problema. ma per quanto bene tu lo nasconda il motivo lo sai sempre.

oggi sono arrivato al punto in cui anche io non so il motivo della mia tristezza.

l'unica spiegazione che mi sono riuscito a dare è che ho posticipato le reazioni alla discussione con b di una settimana e mezza fa. mi sono fatto distrarre dal lavoro e da qualcuno che si è intrufolato nella mia vita chiedendo informazioni sull'università e non ci ho più pensato.

abbiamo deciso di restare insieme, io e b. abbiamo deciso che come al solito devo parlare quando c'è un problema. e lei pure. e alla fine parlandone abbiamo concluso ho concluso che il vero unico problema che c'è, è il mio lavoro. tutto il resto deriva da quello. guidare tutti i fine settimana, nervi a fior di pelle, sbalzi d'umore, la non-voglia di cercare un altro lavoro, stanchezza costante, l'annegarmi in netflix per non fare nient'altro, il non avere (o quasi) amici a dove vivo e avere solo amici amiche che in realtà sono amici amiche di b dove vive lei. tutta colpa del tdc.

aperta breve parentesi. dico al tdc che tutte le cose che il mio collega doveva fare (da mesi) per me non le aveva ancora fatte (cosa che si verifica spesso, nonostante la mia insistenza), per quello non potevo andare avanti. lui sono tre giorni che viene in ufficio, mi chiede se il mio collega mi ha dato quello che mi deve dare, io dico no, lui guarda il mio collega, il mio collega cerca di inventare una spiegazione, il tdc rivolgendosi a entrambi fa "bè ma comunque tra di voi comunicate, no? fatelo". e io ve lo giuro, sto sviluppando un odio per la parola comunicare che metà basta. io comunico, cazzo. se il mio collega non lo fa, che cazzo ti rivolgi a me? chiusa breve parentesi.

tornado al discorso di prima, b ha i suoi di problemi e ci sta lavorando. da poco, ma ci sta lavorando. e migliora.

stavo per scrivere che ho bisogno di qualche calcio in culo per svegliarmi da questa mezza depressione a cui mi sono lasciato andare negli ultimi mesi senza neanche accorgermene. ma in realtà no. non voglio calci in culo. mi devo alzare da solo. un passo alla volta fa tutto. intanto la settimana prossima dovrei avere un colloquio, che è già qualcosa.

pensiamo positivo.

e niente, alla fine viene fuori che lo sapevo perché ero triste, bastava pensarci su un po'.

22 febbraio 2019

ho conosciuto una volpe

non è una volpe normale.

è una volpe parlante. e parla pure un sacco. le piace nuotare e le piace la chimica.

è una volpe giovane, forse per questo anche un po' ingenua.

nonostante la giovane età, è anche una volpe molto sveglia, cosa che mi ha piacevolmente sorpreso. poi, in realtà, è anche una volpe molto sveglia in senso letterale. dorme quelle tre-quattro ore a notte giusto perché altrimenti collasserebbe. ogni tanto fa dormire poco anche gli altri, e qui ci si ricollega a quanto le piace parlare.

è una volpe che sa anche leggere, e pare che adesso legga pure qui. nonostante sappia pure scrivere, pare che non commenti. si vede che non va tanto d'accordo con l'apparire in pubblico.

è una volpe che ha bisogno di tante, tante attenzioni. attenzioni che si prende - a volte con la forza, a volte no - da più o meno chiunque le vada a genio. e a volte anche da chi non le va troppo a genio. mi ricorda una vecchia amica, che aveva altrettanto bisogno di attenzioni perché qualcuno la trascurava.

è una volpe con le idee poco chiare su quello che vuole, ma so che quando davvero vuole qualcosa non c'è niente che la possa fermare. altro che la volpe e l'uva.

forse questa volpe dovrebbe pensare a cosa vuole davvero. perché se qualcosa non lo riesce ad ottenere, forse è perché - in fondo in fondo - non lo vuole davvero.

devo ammettere, è una volpe molto bella e mi crescerebbe sicuramente il naso se non amettessi che anche questo la rende interessante. ma la realtà è che la bellezza è poca cosa se messa a confronto con la complicità e la sintonia che si può venire a creare tra una persona e una volpe così.

sono passati tanti, davvero tanti anni dall'ultima volta che mi è successa una cosa che forse potrei definire simile. qualcosa di simile c'è nel come sono nate le due cose, qualcos'altro di simile c'è per come si è svolta la parte iniziale. sicuramente il proseguo e il finale saranno molto diversi. in primis, perché è un'esperienza che ho già fatto e so più o meno in che modo può evolvere. in secundis perché sono molto diverso da quello che ero otto-nove anni fa. rimane certa: se la volpe che ho conosciuto andasse indietro nel tempo e bussasse alla mia porta otto o nove anni fa, presentandosi come mi si è presentata al giorno d'oggi, ci rimarrei sotto di brutto.

meno male che le macchine del tempo non esistono.

24 gennaio 2019

ho bisogno di chiarirmi le idee

il colloquio è andato bene. così bene che praticamente hanno parlato quasi solo loro. mi hanno dato il fine settimana per pensarci su. e io gli ho detto di no.

ma sei rincoglionito?

no. mi sono fatto due conti sui giorni liberi. adesso vedo b 145 giorni all'anno se tutto va bene. se accettavo il lavoro diventavano qualcosa come 70.

e allora uno si deve chiedere: voglio fare un lavoro che mi prende mega bene o voglio farmi una famiglia?

e poi uno si deve anche rispondere. e a me la risposta l'ha data b. ho passato un fine settimana a cercare di trovare una soluzione, ho girato e rigirato tutte le opzioni possibili per provare a fare una controfferta ma di soluzioni neanche l'ombra. e alla fine li ho dovuti chiamare e a malincuore rifiutare.

adesso sono qua davanti al computer cercando di fare ordine. sono due settimane che penso. penso troppo. penso al lavoro che ho rifiutato. penso che io e b non ci trasferiremo mai in italia come avevamo in mente di fare "in futuro". ha imparato quattro acche di italiano in quattro anni, sono quattro anni che può frequentare tutti i corsi di italiano che vuole gratis all'università e non l'ha mai fatto. ci ha provato una volta, ha seguito forse cinque lezioni e poi ha trovato una scusa per non andarci più. diciamo che non si è nemmeno impegnata a farmi credere che stava veramente cercando di impararlo.

e poi non la voglio costringere a rinunciare a tutto quello che ha per andare in un posto dove avrebbe soltanto me, con in più il problema della lingua. io qua me la cavavo ovunque con l'inglese e in più masticavo qualche parola di tedesco. lei l'inglese in italia lo può buttare nel cestino e si ritrova alla cassa del supermercato con la siora tonèo da scaltenigo che ghe dise: "siora, xé dodese e vinti, gàea ea tesera? li voe i punti? ea gà i schei o ea fa col bancomat?"

penso che io in italia ho lasciato tanto e la mancanza inizia a farsi sentire. adesso ci ho pure lasciato un lavoro. penso che mi basterebbe alzare il telefono e mi stenderebbero un tappeto rosso fuori dall'azienda. me l'hanno già detto.

penso che se tornassi in italia avrei tutto. tranne lei. e penso che qua... non ho niente, tranne lei.

penso che dovrei parlarne con lei e mi viene male solo a pensarci perché so già come reagirà.

questa situazione mi è familiare. e l'ultima volta in realtà non è finita molto bene.

penso che scrivere qua non ha risolto un cazzo, ma almeno l'ho messo per iscritto.

chi vivrà vedrà.