31 dicembre 2009

un buon non compleanno

a me? a te!

eh sì. ieri era il mio compleanno. non sono più teen-ager. si inizia ad invecchiare.
tra una ventina di ore dovrei festeggiare un capodanno. come ogni anno. la ritengo una festa abbastanza inutile. ovviamente mai tanto inutile quanto i petardi.

bè, sono preso con le bombe perciò sarà meglio che vada a letto

29 dicembre 2009

ho bisogno di te.

ho bisogno di te che hai quel tuo profumo che mi ha sempre fatto impazzire. ho bisogno di te che mi corri incontro e mi salti addosso perchè ti manco. ho bisogno di te che di colpo di giri e mi dai un bacio anche se avevamo deciso di non frequentarci più. ho bisogno di te che per quelle due notti mi hai fatto impazzire. ho bisogno di te perchè anche se non sei bella mi piaci lo stesso. ho bisogno di te che fai l'offesa solo per farti coccolare. ho bisogno di te che anche se sei una mia amica mi piaci un sacco. ho bisogno di te che mi hai fatto innamorare davvero. ho bisogno di te che mi hai fatto odiare un cd. ho bisogno di te che mi hai dato un'altra possibilità. ho bisogno di te che mi hai regalato diversi pacchetti di sigarette. ho bisogno di te che mi hai fatto stare così male. ho bisogno di te che eri innamorata di me anche se ti trattavo di merda. ho bisogno di te che con le tue foto riempi il mio computer. ho bisogno di te che mi hai fatto conoscere quel gruppo. ho bisogno di te che mi molli e poi mi dai un bacio come se potesse farmi stare meglio. ho bisogno di te che se la prima volta non ero molto convinto, la seconda ero davvero innamorato. ho bisogno di te che mi hai fatto andare in merda proprio in quei giorni. ho bisogno di te che mi hai detto "ti vedo solo come un amico" (e non credere di essere l'unica che me l'ha detto).ho bisogno di te che mi hai regalato una cosa che avevo già ma non te l'ho mai detto . ho bisogno di te che sei stata con me e poi con il mio migliore amico. ho bisogno di te che in quel periodo mi hai fatto sentire l'uomo più felice della terra. ho bisogno di te che sei la ragazza migliore che abbia mai conosciuto sotto qualunque aspetto. ho bisogno di te che non volevi che io fumassi. ho bisogno di te che quella sera mi sei venuta in bocca due settimane dopo che una delle tue più grandi amiche mi aveva lasciato. ho bisogno di te che se fossi stato un po' più sveglio probabilmente sarebbe andata in maniera completamente diversa. ho bisogno di te che sei fuori come un balcone ma sei troppo carina. ho bisogno di te che non mi hai cagato neanche di striscio quando ti ho lasciato il mio numero scritto su un cigno di carta in biblioteca. ho bisogno di te che quando siamo tornati insieme non ci credevo nemmeno.

ho davvero bisogno di te. dove sei?

25 dicembre 2009

natale

è natale. si dice che una decina di divinità siano nate il 25 dicembre di svariati secoli fa.
io non ci vedo niente di speciale. cioè sembra un discorso un po' ipocrita dato che sono contento dei regali che ho ricevuto ma è una cosa seria.

un giorno esco e sento un'amica che dice "tizia mi ha detto che mi ha fatto un regalo per natale, adesso mi tocca prenderle un regalo".
un'altra amica fa "io spero che tizia e caia non me lo facciano, così non mi tocca farglielo".
ti tocca? una persona che fa un regalo lo deve fare perchè spera di regalare un momento di felicità a qualcun'altro piuttosto che un oggetto. di sicuro non deve farlo per avere un regalo in cambio. poi non è che "basta il pensiero"; se uno prende la prima puttanata che si è trovato davanti, solo perchè deve fare il regalo, quel pensiero è inutile.
a me piace fare i regali. cioè mi rompo le palle se devo sbattermi per fare regali forzati ma mi piace farne senza motivo. specialmente perchè mi piace vedere che gli occhi delle persone che li ricevono si illuminano. ovviamente anche a natale si è felici ma è uno scambio di regali forzato.
un regalo dovrebbe venire dal cuore, dovrebbe essere spontaneo.
i regali migliori sono quelli fatti senza motivo o quelli comprati mesi prima di quando vengono dati.
ti trovi davanti ad un negozio, vedi un'oggetto e in quell'oggetto ci vedi una persona. quando succede devi entrare, comprare l'oggetto e portarlo alla persona che ci hai visto dentro.
"ma perchè l'hai fatto?"
perchè quando l'ho visto, ho visto te.
penso che sia il modo migliore di ricevere un regalo.
poi tra figli e genitori il discorso è un altro, i figli (quando sono ancora giovani) sanno che una volta all'anno possono chiedere quella cosa speciale che desiderano tanto ma che costa troppo per le loro tasche; in cambio cercano di rompersi un po' la testa per dimostrare di voler bene ai propri genitori.

poi c'è la solita barzelletta della messa.
a pasqua e a natale non si riesce ad entrare in chiesa, qualunque sia l'orario della messa.
il resto dell'anno la chiesa è semivuota.
mia sorella è una di quelle persone che ci vanno solo a pasqua e a natale
ma se non ci vai tutto l'anno che cazzo ci vai a fare in chiesa oggi? quando gliel'ho chiesto mi ha detto "pasqua e natale sono importanti, non puoi fare uno sforzo? succede due volte l'anno"
ma uscire di casa esco anche. lo sforzo lo faccio. è che non trovo alcun senso nell'andare in chiesa due volte l'anno. e poi non sono cristiano. perciò credo che come tutti gli anni me ne starò fuori dalla chiesa o andrò a bere lo spritz di natale con gli amici.

tutto sommato il mio è comunque un discorso ipocrita perchè senza il natale mi sognerei le vacanze.

mi ritrovo al punto di dover ringraziare i cristiani perchè credono in dio e perchè hanno inventato il natale.

mah.

buone feste


edit: mancava la canzone di natale...




23 dicembre 2009

la prossima volta te lo fai da sola.

la madre mi chiede un favore.
ok, mamma.
fatto.
torno in casa e la sorella inizia a sbraitarmi dietro perchè non l'ho fatto come voleva.

la prossima volta te lo fai da sola. (in aggiunta ad una bestemmia che ho solamente pensato)

se in una situazione del genere ti rispondo così NON sono maleducato, sono semplicemente ragionevole!
non ti va bene come faccio una cosa? la conseguenza diretta è che se te lo fai da sola lo puoi fare meglio!

20 dicembre 2009

porte


Love me one time
I could not speak
Love me one time
Yeah, my knees got weak
But love me two times, girl
Last me all through the week
Love me two times
I'm goin' away







freddure. come se non fosse abbastanza freddo.

<giochiamo con le palle di neve?>
<Neve... Neve... Neve... non lo conosco!>

ringrazio mio padre per l'umorismo.
 




19 dicembre 2009

ho un nuovo migliore amico

si chiama Pupazzo di neve.

 

nella foto è al lavoro.
è il guardiano dei cavalletti del comune in cui vivo.
l'ha creato mio papà per sfottere il comune, dato che hanno tolto gli alberi che c'erano davanti a casa e da ben un anno devono mettere degli alberi nuovi. ovviamente non si decidono a farlo e al posto di quelli ci sono i cavalletti. e il guardiano li controlla.

ah, mi sono dimenticato di dire che questa notte sono venuti giù 25 cm di neve. l'ultima volta che è successa una cosa del genere qui, io dovevo ancora nascere.

vi lascio con qualche scorcio della mia dimora innevata:
la vista da camera mia appena sveglio



casa mia, con annesso guardiano dei cavalletti



la parte interna del giardino



è uscito anche il sole adesso. ma la neve non demorde, continua a nevicare a pacchi.
sono troppo felice di questa cosa :)

17 dicembre 2009

due frasi romantiche. una no.

i've got you under my skin
why should i try to resist when, baby, i know so well i've got you under my skin?

domani ho un esame di chimica fisica. cazzo.

27 novembre 2009

la vita

la vita è una gran cosa.
ora non fraintendetemi. io non ho alcun tipo di fede religiosa, saltello tra agnosticismo, ateismo e l'idea che qualcosa di superiore potrebbe esistere ma non assomiglia di sicuro al "dio" chiamato in causa dalle religioni che ci sono nel nostro pianeta.

il problema di gran parte dell'umanità è l'aver perso di vista il senso della vita.

fin da quando siamo piccoli ci vengono insegnate un sacco di cose; poi diventiamo grandi. e da grandi si lavora: c'è chi insegna, c'è chi inventa, c'è chi scrive, c'è chi aiuta, c'è chi suona, c'è chi muove miliardi di monete fatte di aria da una tasca ad un'altra senza che nessuno se ne accorga e poi ci sono quelli come me. o perlomeno quelli che sono ciò che io vorrei diventare. quelli che scoprono cose nuove. ricercatori e tutti i mestieri simili. il compito base di un ricercatore è di scoprire come funziona ciò che ancora non conosciamo abbastanza bene e magari dare qualcosa di nuovo da usare a chi per lavoro inventa.

ma perchè lo facciamo?

passiamo la vita a lavorare.

uno che passa la vita a lavorare è praticamente già morto. come fa a ritenersi viva una persona che regala al lavoro un terzo della sua vita, un terzo della sua vita lo passa a dormire e l'ultimo terzo lo passa metà da bambino e metà da vecchio?
scusate, ho detto "regala al lavoro un terzo della sua vita".
dovevo dire "da al lavoro un terzo della sua vita in cambio di poche monete".
monete con cui comprerà un televisore spesso quanto un pacchetto di sigarette in cui guardare scene di una vita che non vivrà mai. i film.

certo, mi potete dire "ma guarda che il mio lavoro mi piace"
per forza che ti piace, sennò non lo faresti! ma il punto non è "mi piace" o "non mi piace", il punto è che una persona, negli anni più belli della sua vita, potrebbe volersi dedicare ad altro oltre che al lavoro e basta. no?

ma torniamo un attimo al discorso di prima... dicevo "ma perchè lo facciamo?"
è una bella domanda.
perchè lavoriamo?

lavoriamo per il progresso.

cos'è il progresso? per fare un esempio il progresso è il televisore spesso quanto un pacchetto di sigarette.
utilità? zero ovviamente, ma vedrete che tra venti o trent'anni non esisteranno televisori più spessi di quelli.
perchè no? perchè sembrerà giusto così.
il progresso è la cura delle malattie. ma a cosa serve curare una malattia e vivere fino a centottanta anni se magari dagli ottanta in su non riesci più neanche ad aprire gli occhi o aprire la bocca?

il progresso è inutile. pensateci. se davvero ci siamo evoluti dalla scimmia il progresso non ha portato niente di meglio di quello che avevamo quando eravamo scimmie. anzi...
quando eravamo scimmie avevamo il nostro mondo incontaminato, cacciavamo per mangiare solo quello che avevamo bisogno di mangiare e morivamo un po' più giovani di quanto non succeda adesso.
bè, cosa si può volere di più?

siamo nel 2009 e l'uomo combatte l'inquinamento che lui stesso ha creato e le malattie che a forza di essere combattute si sono rinforzate sempre di più.

ora... cosa volevo dire con questa pappardella inutile?
volevo dire che l'uomo studia e lavora per il progresso e il progresso ha portato solo e unicamente alla progressiva distruzione del pianeta in cui viviamo.



di conseguenza era meglio se facevo il musicista piuttosto che il ricercatore cazzo.


e non rompete i coglioni dicendo che ho soltanto messo giù delle righe a caso; è un problema vostro se avete perso tempo a leggerle. piuttosto cercate qualcosa di silvano agosti su youtube che è interessante.

4 aprile 2009

La nave dei folli

C’era una volta una nave il cui capitano e marinai divennero così fieri della propria maestria, così pieni di hybris e così fieri di se stessi che impazzirono. Girarono la nave verso nord e navigarono fino ad incontrare iceberg e pericolose correnti e continuarono a navigare a nord verso acque via via più perigliose, solamente per godere della possibilità d’eseguire atti di navigazione sempre più brillanti.
Mentre la nave raggiungeva latitudini via via più alte i passeggeri e i marinai divennero progressivamente nervosi. Iniziarono a bisticciare tra loro e a lamentarsi delle proprie condizioni di vita.
“Dio mi fulmini se questo non è il peggior viaggio che ho mai fatto!” esclamò un vecchio marinaio. “La coperta è lucida di ghiaccio; quando sono di vedetta il vento mi taglia il giaccone come un coltello; ogni volta che cazzo la randa per poco non mi congelo le dita; e per tutto quello che ci guadagno sono cinque miseri scellini al mese!”.
“Pensi che ti vada male!” disse una passeggera. “Io non riesco a dormire la notte per il freddo. Le donne a bordo non ricevono tante coperte quanto gli uomini. Non è giusto!”
Un marinaio messicano li interruppe: “Chingado! Io ricevo solo la metà dei soldi dei marinai inglesi. Abbiamo bisogno di molto cibo per tenerci caldi in questo clima e io continuo a non ricevere la mia parte; gli inglesi ne hanno di più. E la cosa peggiore è che i marinai continuano a darmi ordini in inglese invece che in spagnolo”.
“Io avrei più motivi di tutti per lamentarmi”, disse un nativo americano. “Se i visi pallidi non mi avessero privato delle mie terre ancestrali non mi troverei nemmeno su questa nave, qua tra gli iceberg e i venti polari. Starei vogando su una canoa su un bel lago placido. Ho diritto ad un indennizzo. Per lo meno il capitano dovrebbe concedermi di allestire del gioco d’azzardo in modo che possa guadagnare qualcosa”.
L’omosessuale si fece avanti: “Ieri il capo marinaio mi ha chiamato “frocetto” perché succhio cazzi. Ho il diritto di succhiare cazzi senza essere insultato!”
“Non sono solo gli umani ad essere maltrattati su questa nave”, evidenziò un amante degli animali tra i passeggeri, la voce tremante per l’indignazione. “La settimana scorsa ho visto un mozzo calciare ben due volte il cane della nave!”
Uno dei passeggeri era un professore universitario. Fregandosi le mani esclamò: “Ma tutto questo è terribile! E’ immorale! Razzismo, sessismo, specismo, omofobia e sfruttamento della classe proletaria! E’ discriminatorio! Dobbiamo ottenere giustizia sociale. Equi diritti per il marinaio messicano, salari più alti per tutti i marinai, un indennizzo per l’indiano, eque coperte per le signore, un diritto garantito di succhiare cazzi e niente più calci al cane!”
“Si, si!” urlano i passeggeri e i marinai. “E’ discriminazione! Dobbiamo affermare i nostri diritti!”
Un mozzo si schiarì la voce: “Ahem. Avete tutti buone ragioni per protestare. Ma mi sembra che ciò che dobbiamo davvero fare sia girare la nave e puntare a sud, perché se continuiamo verso nord prima o poi naufragheremo sicuramente e allora i vostri salari, le vostre coperte, e il tuo diritto a succhiare cazzi saranno inutili, perché annegheremo tutti”.
Ma nessuno lo degnò d’attenzione, perché era solo un mozzo.
Il capitano e gli ufficiali, dalla loro stazione a poppa li avevano osservati ed ascoltati. Ora sorrisero tra loro e ad un gesto del capitano l’ufficiale in seconda scese dalla coperta a poppa, passò dove erano riuniti i passeggeri e i marinai e si fece largo in mezzo a loro. Assunse un’espressione serissima in volto e disse: “Noi ufficiali dobbiamo ammettere che sulla nave sono accadute cose davvero imperdonabili. Non c’eravamo resi conto di quanto brutta fosse la situazione prima di sentire le vostre proteste. Noi siamo uomini di buona volontà e vogliamo comportarci in modo corretto. Ma, ehm, il capitano è un uomo piuttosto conservatore e probabilmente dovrà essere spronato un po’ prima che apporti cambiamenti significativi. La mia opinione personale è che se voi protestate vigorosamente – ma sempre in modo pacifico e senza violare le regole della nave – riuscirete a smuovere il capitano e a costringerlo a risolvere i problemi di cui vi lamentate così giustamente.”
Detto questo, l’ufficiale in seconda tornò sotto coperta a poppa. Mentre se ne andava i passeggeri gli urlavano dietro: “Moderato!Riformista! Liberale! Lecchino del capitano!”. Ma nonostante questo fecero quello che aveva detto loro. Si riunirono in un gruppo a poppa e si misero ad urlare insulti agli ufficiali e ad affermare i propri diritti: “Io voglio un salario più alto e migliori condizioni di lavoro”, urlò l’abile marinaio. “Eguali coperte per le donne!” urlò la passeggera. “Voglio ricevere i miei ordini in spagnolo”, urlò il marinaio messicano. “Voglio il diritto d’organizzare giochi d’azzardo” urlò il marinaio indiano. “Non voglio essere chiamato frocetto!” urlò l’omosessuale. “Basta calciare il cane!” urlò l’amante degli animali. “Rivoluzione ora!” urlò il professore.
Il capitano e gli ufficiali si riunirono e confabularono per diversi minuti, ammiccando, accennando e sorridendo gli uni agli altri per un certo tempo. Quindi il capitano uscì a poppa e con grande benevolenza annunciò che il salario dell’abile marinaio sarebbe stato aumentato a sei scellini al mese; il salario del marinaio messicano sarebbe stato incrementato a 2/3 di quello degli inglesi e che gli ordini di cazzare la randa gli sarebbero stati dati in spagnolo; la passeggera avrebbe ricevuto una coperta in più; al marinaio indiano sarebbe stato permesso di organizzare giochi d’azzardo la domenica sera; l’omosessuale non sarebbe stato più chiamato frocetto purchè succhiasse cazzi privatamente; e il cane non sarebbe stato calciato a meno che non avesse commesso qualcosa di davvero cattivo come rubare del cibo.
I passeggeri e i marinai celebrarono queste concessioni come grandi vittorie, ma la mattina dopo si sentivano nuovamente insoddisfatti.
“Sei scellini al mese sono una miseria e continuo a gelarmi le mani quando cazzo la randa” si lamentò l’abile marinaio. “Continuo a non ricevere lo stesso salario dei marinai inglesi e cibo insufficiente in questo clima” disse il marinaio messicano. “Noi donne non abbiamo ancora abbastanza coperte per tenerci al caldo” disse la passeggera. Gli altri passeggeri e marinai espressero simili lamentele e il professore continuò a spronarli.
Quando ebbero finito il mozzo si fece avanti – a voce più alta questa volta in modo tale che gli altri non potessero facilmente ignorarlo: “E’ davvero terribile che il cane venga calciato per aver rubato un po’ di pane e che le donne non abbiano abbastanza coperte e che l’abile marinaio si congeli le dita e non vedo perché gli omosessuali non dovrebbero succhiare cazzi se ne hanno voglia. Ma guardate che grossi che sono gli iceberg adesso e come il vento soffia forte! Dobbiamo girare la nave verso sud, perché se continuiamo verso nord naufragheremo e annegheremo.”
“Già”, disse l’omosessuale, “è terribile che continuiamo a dirigerci a nord. Ma perché dovrei continuare a succhiare cazzi di nascosto? Perché devo essere chiamato frocetto? Non valgo come tutti gli altri?”
“Navigare a nord è una cosa terribile”, disse la passeggera, “ma non vedi? Questa è proprio la ragione perché le donne hanno bisogno di più coperte per scaldarsi. Esigo un numero equo di coperte per le donne ora!”
“E’ verissimo”, disse il professore, “che navigare a nord è causa di grandi difficoltà per noi tutti. Ma dirigere la rotta a sud non sarebbe realistico. Non si possono portare le lancette indietro. Dobbiamo trovare un modo maturo per affrontare la situazione”.
“Guardate,” disse il mozzo, “se lasciamo mano libera a quei pazzi a poppa affogheremo tutti. Se riusciremo a salvare la nave, allora potremo preoccuparci delle condizioni di lavoro, delle coperte per le donne e del diritto di succhiare cazzi. Ma prima dobbiamo girare il vascello. Se alcuni di noi si uniscono, elaborano un piano e si fanno coraggio riusciremo a salvarci. Non ci vorrebbero molti di noi – sei o otto basterebbero. Potremo assaltare la poppa, rovesciare quei folli fuori bordo e girare la nave verso sud.”
Il professore alzò il naso e disse in modo gravoso: “Io non credo alla violenza. E’ immorale”. “L’uso della violenza è sempre poco etico” disse l’omosessuale. “Sono terrorizzato della violenza” disse la passeggera.
Il capitano e gli ufficiali avevano osservato ed ascoltato il tutto. Ad un segnale del capitano l’ufficiale in seconda uscì da sottocoperta e passò tra i passeggeri e i marinai, dicendo loro che c’erano ancora molti problemi sulla nave: “Abbiamo fatto molti progressi”, disse, “ma molto resta ancora da fare. Le condizioni di lavoro dell’abile marinaio sono ancora dure, il messicano non sta ancora ricevendo lo stesso salario degli inglesi, le donne non hanno ancora tante coperte quanto gli uomini, il gioco d’azzardo domenicale dell’indiano sono un indennizzo risibile per la perdita delle sue terre ancestrali, è ingiusto che l’omosessuale debba succhiare cazzi di nascosto e che il cane a volte venga ancora calciato. Penso che il capitano debba essere spronato nuovamente. Aiuterebbe se tutti voi organizzaste un’altre protesta – purchè non violenta”.
Mentre l’ufficiale in seconda camminava verso poppa i passeggeri e i marinai si misero ad urlargli insulti, ma ciononostante fecero quello che aveva detto loro e si riunirono davanti alla cabina per un’altra protesta. Schiamazzarono, minacciarono e mostrarono i pugni e addirittura tirarono un uovo al capitano (che lo schivò abilmente).
Dopo aver sentito le loro proteste il capitano e gli ufficiali si riunirono per un’assemblea, durante la quale sogghignarono e ammiccarono gli uni agli altri. Quindi il capitano scese a poppa ed annunciò che l’abile marinaio avrebbe ricevuto guanti per tenere le mani al caldo, che il marinaio messicano avrebbe ricevuto un salario il ¾ quello degli inglesi, che le donne avrebbero ricevuto un’ulteriore coperta, che il marinaio indiano avrebbe organizzato giochi d’azzardo il sabato e la domenica sera, che all’omosessuale sarebbe stato permesso di succhiare cazzi pubblicamente con il buio e che nessuno sarebbe stato autorizzato a calciare il cane senza previa autorizzazione del capitano.
I passeggeri e i marinai furono entusiasti per questa grande vittoria rivoluzionaria, ma la mattina dopo tornarono nuovamente a sentirsi insoddisfatti e iniziarono a lamentarsi dei vecchi problemi.
Questa volta il mozzo iniziava ad arrabbiarsi: “Maledetti idioti!”, urlava, “Non vedete quello che il capitano e gli ufficiali stanno facendo? Vi stanno tenendo occupati con le vostre triviali preoccupazioni riguardo a coperte, salari e i calci al cane in modo che non vi concentriate sul vero problema della nave – che si sta dirigendo sempre più a nord e che annegheremo. Se solamente alcuni di voi rinvenissero e si unissero e assaltassero la cabina potremo girare la nave e salvarci. Ma non fate che lamentarvi di inutili dettagli come le condizioni di lavoro e giochi d’azzardo e il diritto a succhiare cazzi”.
I passeggeri e i marinai s’infuriarono: “Inutili!”, urlò il messicano, “Pensi sia una cosa ragionevole che io riceva un salario che è ¾ di quello degli inglesi? Questo è irrilevante?”?“Come puoi definire i miei problemi triviali?”, urlò l’omosessuale, “Non capisci quanto sia umiliante sentirsi chiamare frocetto?”?“Calciare il cane non è un “inutile dettaglio”!”, urlò l’amante degli animali, “è brutale e crudele!”.
“D’accordo allora”, rispose il mozzo. “Questi problemi non sono inutili o triviali. E’ crudele e brutale calciare il cane ed è umiliante essere chiamato “frocetto”. Ma se paragonato al vero problema – il fatto che la nave è ancora diretta a nord – i vostri problemi sono cosucce triviali, perché se non giriamo la nave in tempo annegheremo tutti.
“Fascista!” urlò il professore.
“Controrivoluzionario!” urlò la passeggera. E tutti i passeggeri e i marinai, uno dopo l’altro, si misero a chiamare il mozzo “fascista” e “controrivoluzionario”. Lo spinsero via e tornarono a lamentarsi dei salari, delle coperte per le donne, del diritto di succhiare cazzi e del modo in cui il cane veniva trattato. La nave continuò a dirigersi a nord e dopo un po’ fu schiacciata tra due iceberg e tutti annegarono.


 


Theodore Kaczynski (Unabomber)


25 marzo 2009

fai questo, fai quello


troppe cose da fare
troppo poco tempo per farle

15 marzo 2009

università in pillole #1

voglio un mondo in cui la forza è perpendicolare allo spostamento.

voglio un mondo in cui il lavoro è uguale a zero.



si ringraziano l'aula nasini dell'interchimico di padova, il banco che si è prestato a questa scritta e la persona sconosciuta che ha diffuso questa massima scrivendola su quel banco.

8 marzo 2009

devo farlo...

non è nemmeno faticoso.

e poi ne vale decisamente la pena se va bene.

27 febbraio 2009

taaac

"il fumo uccide
tumore al polmone? taaac
infarto? taaac
arteriosclerosi? ...arteriosclerosi...? ah sì, taaac
invecchiamento precoce? taaac
una cosa che non posso dire... taaac
il fumo uccide? difenditi! taaac"

"e per il fumo passivo?"

"tutti devono smettere di fumare! taaac"


se gli italiani smettessero di fumare l'italia non esisterebbe più. ci sono troppe tasse sul tabacco. l'italia vive sulle tasse di tabacco e benzina. il fatto è che se lo stato non avesse queste entrate sarebbero davvero cazzi amari. poi però per mettersi l'anima in pace fanno le campagne anti fumo.

e il tabaccaio prega che nessuno ascolti questo consiglio, altrimenti anche lui muore. ma di fame.

21 febbraio 2009

compleanni

vado e torno.




ma a metà strada mi fermo

14 febbraio 2009

furbizia

perchè chi scappa quando ha paura non è il più codardo, è semplicemente il più furbo.

13 febbraio 2009

sei grande


perchè se fossi diversa non saresti più te.

9 febbraio 2009

morte

oggi è morta una persona. non faccio nomi, è già stato fatto fin troppe volte il suo. finalmente è morta. e non dico "finalmente" perchè desideravo che morisse, non vorrei essere frainteso. dico finalmente perchè giornali e telegiornali non parlavano (parlano, perchè chissà quanto andranno avanti) d'altro.
non credo in entità superiori che possano averci dato la vita e sono dell'idea che se uno volesse morire dovrebbe poterlo fare dove, come e quando gli pare. il fatto di decidere della vita di un altro è diverso, certo. sono anche dell'idea che se uno decide di morire dovrebbe poter avere tutta l'assistenza medica che gli occorre per farlo invece di doversi lanciare sotto un treno o di doversi sparare un colpo in testa.

certo, decidere della vita di un altro non è lo stesso.

supponiamo che io abbia una figlia maggiorenne che decide, in caso di coma vegetativo, di non voler vivere grazie a delle macchine. supponiamo che lei faccia firmare un documento che attesta ciò da un notaio. se un giorno lei dovesse andare in coma vegetativo è suo diritto avere la morte.

supponiamo che io abbia una figlia minorenne che purtroppo per lei non può decidere di sè stessa in caso di coma vegetativo. credo sia giusto che io e la madre possiamo decidere autonomamente se mantenerla in vita in una situazione del genere. anche perchè non tutti hanno la disponibilità economica per gestire un membro della famiglia in coma vegetativo. se io e la madre non saremo d'accordo si farà decidere ad un giudice che ascolterà entrambe le parti e valuterà caso per caso.

supponiamo che io abbia una figlia maggiorenne e sposata che non ha lasciato nessun documento attestante le sue volontà in caso di coma vegetativo. se io, la madre o il marito di mia figlia non saremo d'accordo sul da farsi si procederà come sopra: un giudice valuterà caso per caso.

senza il matrimonio (che tra l'altro secondo me dovrebbe potersi fare solo in comune ma è un altro discorso) l'unione è attestata solo e unicamente da "un'idea" che hanno le due persone, di conseguenza un fidanzato non ha il minimo diritto di decisione sulla vita di una ragazza che magari ha i genitori ancora in vita.

se la persona non ha familiari o qualcuno che possa decidere per lei è un'altro discorso... non credo sia mai capitato un caso del genere e probabilmente se capitasse non si sarebbe pronti... non ho idee al momento ma sicuramente c'è una soluzione ragionevole.


ps: per tutti i cristiani del cazzo che vogliono imporre le loro decisioni al resto d'italia... bè, per me potete pure andare a farvi fottere. non trovo giusto che nessuno abbia la libertà di scelta solo perchè lo decidete voi. se foste veramente cristiani non dovreste imporre le vostre idee agli altri. Dio non ci ha dato il libero arbitrio?

31 gennaio 2009

Una bestemmia

Una bestemmia non costa nulla, ma vuole dire molto. Arrichisce coloro ai quali essa è rivolta, senza impoverire coloro che la offrono.

Ha la durata di un attimo, ma spesso il suo ricordo non svanisce più.

Nessuno è tanto ricco da poterne fare a meno e nessuno è talmente arido da non trarre da essa almeno un po' di carica.

Una bestemmia porta la gioia in casa, crea simpatia nei rapporti di lavoro ed è la parola d'ordine dell'amicizia.

Una bestemmia da un attimo di riposo a chi è affaticato, da coraggio agli sfiduciati, è un raggio di sole per gli afflitti ed è il più naturale rimedio contro la noia.

Tuttavia non si può comperare, prendere in prestito o rubare, perché essa è qualcosa che non ha alcun valore fintantoché non sia stata lanciata.

Forse qualcuno è  troppo stanco per regalarvi una bestemmia.

Regalategliene una voi, giacchè non c'è nessuno che abbia più bisogno di una bestemmia di colui il quale non ne ha più da tirare.


direi... dio cane. decisamente.

5 gennaio 2009

la complessità della mente umana

poesia: modo complicato per dire quello che si può dire in maniera più semplice.

la mia prof. di matematica delle superiori definirebbe i poeti degli impiegati dell'ufficio "complicazione affari semplici".

ueb-log

mah.

quando avrò voglia inizierò a riempire anche queste pagine.

magari con un'ispirazione seria e sincera.