15 settembre 2010

una volta avevo un amico.


lo chiamerò gue.
l'ho conosciuto all'asilo. io avevo due anni e nove mesi quando ho iniziato l'asilo, perciò si può dire che lo conosco da una vita.
dell'asilo ho ancora qualche ricordo, immagini sfuocate che con il tempo non scompaiono ma continuano ad ingiallire.
il gue è una delle poche persone che si trovano in queste immagini.
arrivato a cinque anni e otto mesi sono iniziate le elementari ed io e lui ci siamo ritrovati nella stessa classe.
alle medie ho frequentato una scuola privata, a qualche chilometro da casa. continuavo a vivere nel solito posto e, dato che lui abitava vicino a casa mia, quando si usciva per andare a combinare qualche casino in giro, ero sempre con i soliti personaggi tra cui anche il gue.
abbiamo fatto entrambi il liceo scientifico con indirizzo PNI, ma in due licei diversi. la compagnia dopo le medie era cambiata ma io e lui eravamo nella stessa compagnia.
i festoni a casa del gue erano il tocco meglio; si mangiava, si beveva (e lui non si è mai tirato indietro quando c'era da bere), si fumava e si tornava a casa SEMPRE in condizioni pietose. anche lui che era il padrone di casa.
una volta ad una festa da un'amica lui era in bagno a vomitare ed era talmente preso male che abbiamo dovuto buttarlo di peso fuori dalla finestra del bagno (piano terra) perchè erano arrivati i genitori della amica. quando siamo usciti l'abbiamo recuperato e l'abbiamo portato a casa.
una volta gli sbirri l'hanno pure beccato con qualche canna in tasca e gli è toccato darsi una regolata, anche se in realtà, passato un po' di tempo, se n'è ampiamente sbattuto le palle.
durante la vacanza dopo l'esame di maturità ha rubato, con altri tre mentecatti della compagnia, un nano da giardino da una casa in croazia (senza parlare delle altre cose che hanno rubato/fatto/rotto/rovinato). l'hanno portato in italia e gli hanno fatto visitare le case di tutta la compagnia, più gli alloggi universitari, i posti in cui si andava in vacanza, etc, etc (tanto che il fan club di questo nano su feisbuc conta ben 159 persone).
la cosa più assurda del gue è che poteva passare un'intero sabato sera in bianco a bere con gli amici, ma al mattino alle sette e mezza andava a messa; poi quando tornava andava a letto e si svegliava per pranzo. forse.
all'università voleva entrare a medicina a trieste, ma il primo tentativo è andato male, così ha optato per biotecnologie che ha diversi corsi in comune con medicina, sperando di entrare l'anno successivo.
finito il primo anno di università e passata l'estate tra cazzate e sbronze ha riportato in croazia il nano di cui sopra, nel giardino da cui era stato preso e l'ha lasciato lì insieme ad un cd con 250 foto che gli sono state fatte in giro per tutta italia.
poi ha rifatto il test per medicina e... udite udite: è riuscito ad entrare! tutti contenti per lui ovviamente.
e qui vi metto un video che, fatta eccezione per il luogo e la data, spiega parola per parola la situazione che si è creata.
 



 




al gue è successa la stessa cosa che è successa al pianista sull'oceano di tornatore. di colpo, senza che nessuno si aspettasse una cosa del genere. FRAM!
una sera nei primi giorni di settembre, poco dopo che aveva passato il test di medicina, esco.
trovo lui, fuori con un paio di amici e sento che dice di aver portato via le sue cose dall'appartamento a trieste.
mi infilo nella conversazione e dico
- cambi appartamento? non stai più in quello dell'anno scorso?
lui sorridendo mi dice
- eh sì. sei libero l'11 ottobre?
- non lo so, penso di sì... perchè?
lui, di nuovo sorridendo mi dice
- perchè entro in comunità a villaregia.
io non capisco, guardo gli altri con un punto interrogativo stampato in fronte e poi
- ah. e... quindi?
- e quindi... divento missionario.
FRAM!
e qui la mia faccia credo che abbia assunto un'espressione indescrivibile, qualcosa tipo




 



l'unica cosa che sono riuscito a rispondere è stato
- tanta roba.

poi tra amici è ovvio che se ne parla ed è venuto fuori che tutti erano contenti per lui ma nessuno era d'accordo con lui. anche perchè buttava via l'opportunità di fare medicina. così la compagnia ha iniziato ad organizzarsi per la cosa, hanno deciso di fargli una festa a sorpresa a casa sua la sera prima della partenza (e io su feisbuc ho scritto "ma quando un amico fa una cazzata gli si fa una festa?") e di andare alla cerimonia a villaregia. io ho deciso di non andarci. ero e sono ancora convinto che la chiesa sia composta per la gran parte di idioti creduloni ed egoisti capaci di raccontare favole alla gente e di agire in un modo che in qualunque altro caso sarebbe definito "abuso della credulità popolare".
così è arrivato il dieci ottobre, io sono andato alla festa, l'ho salutato e gli ho detto che il giorno dopo non sarei andato alla cerimonia perchè non condividevo le sue idee e perchè il ricordo che volevo avere di lui era quello del malato di mente che faceva festoni a casa sua, non quello del missionario. dicendogli queste cose mi sono scese pure un paio di lacrime; lui ha capito, mi ha abbracciato e mi ha detto sorridendo
- però non è mica finita qua eh...!
io ho risposto che no, non era finita lì, anche se in realtà non ero molto convinto di ciò che avevo detto.

durante il periodo di villaregia abbiamo avuto sue notizie abbastanza raramente, ha mandato un paio di mail (leggibili fino ad un certo punto, il resto era dedicato... alla magnificazione delle opere del signore e alla descrizione della felicità per il cammino intrapreso? spero di aver reso l'idea) distribuite nell'arco di un anno ed è tornato a casa a natale, a pasqua e qualche giorno durante l'estate. in realtà è tornato almeno tre o quattro volte in più ma non ha mai detto niente a nessuno; lo sappiamo perchè qualcuno l'ha visto per strada. quando è tornato siamo andati qualche volta a casa sua (niente feste, semplici serate in compagnia) ed è anche uscito con noi ma il clima che si creava quando c'era lui era abbastanza surreale. non ho avuto modo di parlarci in privato da quando l'ho salutato prima che partisse, ma vedendo il modo in cui si poneva quando parlava con qualche mio amico mi passava anche la voglia di parlarci. sembrava di vedere una confessione, anche se lui era sia quello che parlava, sia quello che doveva prendere i voti e quindi la cosa più vicina ad un prete.

a villaregia è stato poco meno di un anno; questo periodo era solamente di preparazione. poi è partito per pordenone, dove si trova il seminario in cui studia teologia. il giorno prima della partenza per pordenone, gli amici hanno deciso di andare a trovarlo in quella specie di castello (non sto scherzando!) di proprietà della comunità missionaria di villaregia, dove la maggior parte di loro si è sorbita una messa di un'ora e mezza e a questo punto viene il bello.
arrivata l'ora di cena sono andati tutti a sedersi ai vari tavoli apparecchiati e alcuni degli amici si sono seduti al tavolo con il gue. lui ha iniziato a sbuffare e ha addirittura quasi sbattuto una forchetta sul tavolo dimostrandosi molto infastidito. perchè?
perchè secondo lui i suoi amici dovevano sedersi ai tavoli insieme alle altre persone della comunità e parlare con loro, conoscerli (così magari riuscivano a fare il lavaggio del cervello anche a loro. perchè in quella comunità è questo che fanno, sono abbastanza degli invasati), non sedersi al tavolo con lui. le due ragazze della compagnia che erano più legate a lui si sono alzate e sono andate a sedersi (incazzate come delle iene) ad un altro tavolo e, tornate a casa, mi hanno raccontato tutta la scena.
io se fossi stato lì e mi fossi curato una scena del genere mi sarei alzato e gli avrei detto

"dio cane, gue. mi sono fatto quasi cento chilometri per venire a trovarti l'ultima volta prima che tu parta per pordenone e diosolosa quando ti potrò rivedere. io sono venuto qui per vedere te e parlare con te, dei missionari della comunità di villaregia non me ne frega un beneamato cazzo, figurarsi se me ne frega qualcosa di parlarci. non mi vuoi al tuo tavolo stasera? bene, al tuo tavolo non mi ci vedrai più, perchè ADESSO me ne vado. e fino a quando non avrai messo un po' di cervello e ti sarai deciso a chiedermi scusa per come ti sei comportato, potrai parlare con me solo nei tuoi sogni."

per fortuna a quella cena non c'ero, altrimenti credo che sarebbe venuto fuori un bel putiferio. tutti quelli che all'inizio mi dicevano che dovevo sostenerlo in questo suo percorso, da quella sera hanno cambiato idea e sono d'accordo con me.

adesso il gue è a pordenone, da quasi un mese. non ho più avuto sue notizie e in effetti anche i miei amici ne parlano poco, se non per dire che è stato uno stronzo a comportarsi in quel modo quando sono andati a trovarlo.


poteva fare un bene all'umanità intera, poteva salvare vite andando in missione con medici senza frontiere. sarebbe stata una cosa più che nobile e, anche se avrei comunque potuto vederlo pochissimo dopo la sua partenza, l'avrei sostenuto in tutto e per tutto.
invece vuole andare a raccontare favole e a predicare l'astinenza dal sesso a chi ha bisogno dei preservativi.


una volta avevo un amico. adesso non ce l'ho più.
e scusami gue, ma devo dirtelo. sei proprio un coglione.



12 settembre 2010

crisi mistica.

sono in crisi mistica, non so cosa scrivere e quando so cosa scrivere non sono sul mac.

perciò non aspettatevi post entro breve.

2 settembre 2010

strumenti nuovi.


e come direbbe un americano... "they made my day".



li avrò guardati dieci volte ciascuno questi video.




 





l'unica cosa che mi dispiace di questi fantastici oggetti è che pare non si riescano a trovare da nessuna parte, perchè la PANart (che è la ditta produttrice) ha interrotto la produzione per fare delle ricerche su di essi o qualcosa del genere. quelli usati hanno prezzi addirittura superiori ai prezzi a cui venivano venduti da nuovi proprio per questo motivo e in ogni caso bisogna riuscire a trovarlo un fesso che te lo venda visto che dal 2006 hanno iniziato a scarseggiare.



che tristezza.