venerdì, 29 aprile 2005
leggo. ma non leggo troppo. non voglio che la mia esperienza si confonda con quella dei libri. molta gente si riempie la bocca con discorsi gia' assimilati. parole roboanti, che riecheggiano nell'ego come un urlo lanciato in una vallata. oh, no. non me la sento di essere cosi', io.
e tuttavia quel modo di fare mi affascina. potrei avere sempre qualcosa da raccontare, o potrei sapere cos'e' il vuoto che sento dentro. quel senso di colpa, che lacera l'animo e ti lascia spento. come quando un gioco finisce e te sai che era un gioco, e che doveva finire. ma non cosi', non in quel momento. ora, ora sto vivendo una situazione insopportabile. e' che sono sbagliato io. e colpa mia, signori. non so come si fa a fare certe cose. basterebbe un po' di scaltrezza. basterebbe un po' meno rispetto per gli altri. basterebbe indossare la maschera giusta. e invece mi trovo nudo, con questo cazzo di vuoto nel petto, a cercare di spiegarmi dove e quando ho sbagliato. e' una questione di tempi, credo. ho sempre avuto un pessimo rapporto col tempo. sempre con un leggero ritardo. e allora, non posso che sperare nel miracolo. ma non prendo in giro nessuno, men che meno me stesso. miracoli non se ne fanno piu', al giorno d'oggi. se incontrassi gesu' cristo, gli chiederei di fermare il mondo per una ventina di minuti. cosi' che possa rimettermi al passo. magari non servirebbe a molto. magari quei venti minuti mi sono offerti ogni volta che voglio, e io dovrei adoperarmi e correre, invece di buttar giu' parole senza senso. tuttavia scrivere mi aiuta. mi mette al riparo.
ma il vuoto rimane. e non so come riempirlo. non so cosa faro' stasera, e nemmeno domani, per riempirlo. potrei buttarla, molto semplicemente, sul sesso. non mi si addice. no. potrei correre, come ha fatto quel mattachione nel film. ma non e' una cosa che si risolve dal fuori. anzi, non e' una cosa che si risolve e basta. probabilmente stasera mi accendero' una sigaretta, e me ne staro' in riva al fiume, a guardare l'acqua sempre uguale e sempre diversa. a piangermi addosso. a cercare di vedere il famoso buco nella rete. il tabacco aiutera'. e' una bella crisi, questa. lo so. ma il problema e' che gli altri non sono come me, oltre che come te. gli altri, si fanno i cazzi loro. e proprio quando ho piu' bisogno di stringere, ecco che non trovo altro che una stupida verita'. che io sono solo. maledettamente solo. nonostante sia circondato di persone. sarebbe bello prendere una bomboletta spray e scriverlo su un muro:
SIETE TUTTI PEZZI DI MERDA
e tornare alla mia miseria. ma non ho nemmeno un muro su cui scriverlo. lo scrivo dentro di me. chi vuole guardarmi dentro, lo trovera' scritto, a caratteri cubitali, inciso con una lametta da barba sul pericardio.
per fortuna c'e' sempre il sole. mi tranquillizza. ma non a quest'ora, che non si riesce a guardarlo negli occhi. al tramonto. proprio quando esco dall'ufficio. lo osservo. ne sogno la conquista. e mi rimetto in sesto. fino alla sera, almeno. e' tutto piu' difficile, quando sono al buio. lo diceva anche hem: "e' facile reagire freddamente alle situazioni di giorno. ma di notte e' tutt'altra cosa".
ecco fatto. tesi e antitesi. mi son dimostrato uno di quelli che avevo detto di odiare un po' di righe fa. qualcosa vorra' pur dire.
ora me ne torno nella tana. a decidere quello che succedera'.
Scritto, ma non riletto e firmato da: intrattabile alle 13:12 | commenti (10) |
ragione
lo avevo citato qualche tempo fa questo post.