27 gennaio 2010

teorie su tante cose.

Ma chi me lo fa fare di passare gli anni migliori della mia vita a studiare, lavorare e pensare a quella là?

Queste idee le avevo già espresse tempo fa in maniera non troppo curata; mi ero ripromesso di pensarci su e di scriverle in maniera decente.

I concetti base sono:
- la vita, per come la vive il 99% delle persone, è una perdita di tempo.
- il lavoro, a differenza di quello che ci fa credere la società moderna, è il male del mondo.
- il progresso ci sta portando alla progressiva distruzione di noi stessi.


Una perdita di tempo.

Dal momento in cui sei nato, sei stato segnato.
Tu, come tutti gli altri bambini nati quel giorno in ospedale, crescerai.
Dovrai andare a scuola, dovrai studiare, dovrai trovarti un lavoro, farti una famiglia se ci riesci, comprarti una casa o prenderne una in affitto, dovrai romperti il culo per tutta la vita, andartene in pensione e vivere quello che ti rimane da pensionato senza rompere troppo i coglioni ai giovani; ché tanto quelli ti considerano comunque un vecchiodimerda nella maggior parte dei casi.
Certo, fin qui ci arrivavate anche voi.
Il punto è: perchè lo fate? Vi siete mai fermati a pensare a qual è il senso della vita?
Io mi sono fermato e ci ho pensato. Ho concluso che viviamo in funzione degli altri, non di noi stessi. Specialmente se facciamo una vita come quella che ho descritto qualche riga fa.
Seguite questo ragionamento: andiamo alle elementari, che ci preparano alle scuole medie; le scuole medie ci preparano alle superiori; le superiori preparano  all'università o al mondo lavoro (di cui parlerò tra poco); all'università vengono approfonditi alcuni campi della nostra conoscenza in modo da essere più preparati in un futuro lavoro. Sarete d'accordo con me che i primi 15-25 anni li viviamo in funzione del lavoro.


Il male del mondo.

Il fatto che il lavoro sia il male del mondo sembra una banalità, vero? Vi posso assicurare che c'è una motivazione seria a questa affermazione.
Dopo aver passato i vostri primi 15-25 anni a vivere in funzione del lavoro, ci si presenta davanti questo mondo che non ha nulla a che vedere con quello che avevate fatto fino ad allora. Avevamo preso in mano dei libri e li avevamo sfogliati con più o meno interesse, senza sapere cosa ci fosse oltre quelle decine di migliaia di pagine.
Dietro quelle pagine c'erano, bene che vada, almeno 30-40 anni della nostra vita. Con l'aspettativa di vita che c'è adesso in italia è più o meno metà della nostra vita.
Quegli anni li passeremo a comporre qualcosa che qualcuno leggerà, ascolterà o guarderà; a curare qualcuno che prima o poi morirà; a inventare qualcosa che qualcuno userà; a insegnare a qualcuno ciò che ancora non sa; a cercare qualcosa che ancora non è stato trovato, ma che poi non terremo per noi.
Nella maggior parte dei casi, tutto ciò che dovremo fare, sarà far arricchire qualcuno che sta al di sopra di noi, in modo che lui ci possa pagare.
Qualcuno starà pensando "ma a me piace il mio lavoro".
Per forza che ti piace; se non ti piacesse non lo faresti. Il punto è che uno nella vita vorrebbe fare altro, oltre al lavoro.
Ed ora qualcun'altro starà pensando "ma io faccio altro; vado a sciare il fine settimana in inverno, vado in spiaggia il fine settimana in estate, gioco in una squadra amatoriale di calcetto, dipingo, suono in un gruppo, etc".
Sì, ma quanto tempo devi dedicare al lavoro e quanto ne dedichi alle tue passioni?
Diciamo che al lavoro dedichi 8 ore al giorno, orario d'ufficio. Aggiungi almeno un'ora al mattino per colazione e viaggio. Aggiungi un'altra ora per tornare a casa e rilassarti un attimo. Aggiungi un'ora per il pranzo. Aggiungi un'ora per la cena, contando che probabilmente te la devi cucinare. Aggiungi, chessò, 7-8 ore per dormire. Siamo a 20 ore. Ti rimangono 4 ore libere. Se hai una famiglia, non hai neanche quelle.
Durante la rivoluzione industriale i bambini venivano fatti lavorare dalle dodici alle sedici ore al giorno. Non in Africa o chissà dove, in Europa. Dopo un po' qualcuno si è accorto che era troppo e gli orari sono stati cambiati.
Ma chi ha detto che otto ore al giorno sono giuste?
Cito liberamente un discorso di Silvano Agosti:
Dicono che con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati di cento volte. La conseguenza era che il lavoro sarebbe dovuto diminuire di almeno dieci volte. Invece no, gli orari di lavoro sono sempre quelli!
Provate a pensare ad una delle cose più belle del mondo: fare l'amore. Ora immaginate di essere costretti, con qualcuno che vi sorveglia, a fare l'amore cinque o sei giorni a settimana, 8 ore al giorno. Sarebbe una tortura! Figurarsi avere questi orari nello svolgere il proprio lavoro, che non è esattamente più piacevole di fare l'amore. Certo, ho il mitra alla nuca e lo faccio perché è come dire "meglio leccare il pavimento o morire? meglio leccare il pavimento!", ma quello che è orrendo è che leccare il pavimento in questa cultura è diventata addirittura un'aspirazione!
Stai pensando che arrivati a questo punto è impossibile cambiare le cose?
Quando Galileo ha reso pubblico che era la terra a girare intorno al sole, ci sarà stato sicuramente qualcuno come te che ha detto "sì, sono ventidue secoli che è il sole a girare attorno alla terra, adesso arrivi tu e dici il contrario... e come farai a spiegarlo a tutti quanti?"
"Signori, questo non è affar mio!"
"Allora intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che hai sbagliato, così tutto torna com'era prima!".
Io non vi sto proponendo una soluzione a questo problema, vi sto solo dicendo che un problema c'è.
Ma è arrivato il momento di spiegarvi perché lavoriamo dedicando la nostra vita agli altri e perchè farlo è una perdita di tempo.


La progressiva distruzione.

Il fatto che lavoriamo deve per forza portare a qualcosa, perché lo facciamo tutti e ci dobbiamo pure lasciare metà della nostra vita.
Il nostro lavoro porta al progresso.
Cosa vuol dire?
Vuol dire per esempio trovare una cura all'aids. Così invece di 6 miliardi, ci troveremo in 12 miliardi su un pianeta che al massimo dovrebbe avere 3 miliardi di abitanti.
Vuol dire inventare un televisore spesso come un pacchetto di sigarette che è fondamentalmente inutile, ma vedrete che tra qualche anno ci saranno solo quelli perché sono belli e occupano meno spazio. Vuol dire inventare una macchina che va a 500 all'ora anche se il limite al massimo è 130 e fa un chilometro con cinque litri di benzina. Vuol dire inventare un computer che riesca a pensare, in modo che non dobbiamo più nemmeno fare quella fatica. Vuol dire combattere malattie che più vengono combattute e più si rinforzano.
Vuol dire che se nascevo uomo delle caverne avevo tutto quello di cui avevo bisogno, il mio unico lavoro era cacciare, il buco nell'ozono non c'era, le centrali nucleari non esplodevano, le bombe atomiche non venivano lanciate, il pianeta non era inquinato e lo spazio lo era ancora meno.

Come volevasi dimostrare, il progresso è inutile quanto dannoso e il lavoro che porta al progresso lo è di conseguenza.
Lo studio va bene finché non viene fatto per il progresso.

Di sicuro se nascevo uomo delle caverne non avevo l'intelligenza per farmi queste seghe mentali sul fatto che una vita negli ultimi 100 secoli è inutile. E nemmeno per le seghe mentali su quella là.



Vi ricordo che c'è modo e modo di insultarmi per le cazzate che ho scritto. Se sarete bravi finirete nella colonna a lato.

Ah, sempre pronto a cambiare idea sull'utilità della vita. Basta che facciate valere le vostre ragioni.

6 commenti:

  1. "Ah, sempre pronto a cambiare idea sull'utilità della vita. Basta che facciate valere le vostre ragioni. "
    Mi concentrerò su quest'ultima parte...

    Che dire...non sono mai stata così brava a far valere le mie ragioni, e non avrò questa presunzione di voler farti cambiare idea, e non dico nemmeno dove sbagli, se sbagli. Dico la mia, semplicemente.
    Il tuo, secondo me, è un ragionamento piuttosto logico, razionale, arido di sentimenti, di sogni, di desideri. E' ovvio, a mio parere, che la vita, visto il modo in cui hai argomentato i vari concetti, risulti essere inutile. Che poi inutile non sarà mai. Può apparirti inutile nel momento in cui pensi a quanto potremmo sentirci insignificanti di fronte alla storia, alle malattie, al progresso, chessò, all'universo intero. Ma neanche in quei casi, secondo me, si è inutili, e nè bisognerebbe sentirsi tali.
    Poi hai anche affermato che viviamo in funzione degli altri e mai in funzione di noi stessi. Bè, questo dipende dai casi. Ecco perchè esistono gli altruisti e gli egoisti, quelli che pensano agli altri e quelli che pensano solo a se stessi. E' una questione di scelte.
    Inoltre non considero il lavoro il male del mondo. Anche qui dipende dalle persone. C'è chi considera il lavoro la ragione della propria vita, la sua ancora di salvezza (ebbene sì, c'è chi per distrarsi da una vita di merda pensa questo), e c'è chi è annoiato da quello che fa, e si sveglia al mattino senza un briciolo di entusiasmo. Ripeto, secondo me dipende dalle persone, dal loro carattere, dalle loro aspirazioni.

    So di essere sembrata poco convincente, e magari ho scritto cose che con il tuo post c'entrano poco. Posso solo giustificarmi dicendo che, purtroppo, davanti a tutti i temi del mondo possibili e immaginabili, non riesco a guardare o bianco o nero. Non riesco a far prevalere la logica, ma ci metto dentro le ragioni più profonde, l'emotività, le differenze. Ecco perchè la vita non mi sembra mai inutile.

    Un abbraccio

    G. :)


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  2. quello che dici è vero ma io non ho detto che la vita è inutile, ho detto che per come viene vissuta dall'uomo moderno è inutile.

    l'idea di vita che la gente ha al giorno d'oggi è una cosa completamente insensata; è questo che voglio dire.
    tutti pensano che la vita sia studiare, lavorare, farsi una famiglia, avere dei figli, avere una casa, una macchina e cazzatine così. certo, la vita può essere anche così, ma quello di cui non si rende conto la gente è che la vita può essere diversa.

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  3. Può essere diversa, è verissimo. Ma ormai è difficile cambiare. Trovo impossibile una vita senza il lavoro, senza lo studio, senza la ricerca di qualcuno, senza progetti. A tutti piacerebbe avere tempo libero, dedicarsi alle proprie passioni. Ma penso un uomo privo di una occupazione, senza nessun senso del dovere conduca una vita noiosa, bo.

    :)

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  4. giusto.
    bisognerebbe trovare un compromesso.
    lavorare meno. non passare la vita in funzione di quello insomma.

    "Trovo impossibile una vita senza il lavoro, senza lo studio, senza la ricerca di qualcuno, senza progetti"
    per quello vorrei essere un uomo delle caverne! :) niente cervello, niente preoccupazioni!

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  5. Credo di rappresentare esattamente il prototipo di persona che descrivi in queste righe. Potrà sembrarti inutile finché vuoi, ma ho fatto le elementari per prepararmi alle medie, le medie per prepararmi al liceo, il liceo per prepararmi all'università, mesi di studio per prepararmi al test per entrare all'università, e ora mi ritrovo a sgobbare per approfondire alcuni campi della mia conoscenza in modo da essere più preparata in un futuro lavoro. Futuro lavoro che, peraltro, comporterà guarire persone che tanto, prima o poi, dovranno morire.
    Eppure la mia vita mi sembra tutt'altro che inutile. Innanzitutto essere diversa da una donna delle caverne mi ha permesso di vivere un'infinità di emozioni in più, nonostante il buco nell'ozono. E poi vivo in funzione di sogni, ambizioni, desideri. Non soltanto in funzione del lavoro che vorrò fare, per quanto le due cose per certi versi coincidano.
    Fare le elementari a me ha permesso di imparare a leggere per poter sognare un po' di più, fare le medie mi ha permesso di imparare le lingue per poter viaggiare un po' di più, fare il liceo mi ha permesso di aprire la mia mente per poter cercare di interpretare i tuoi pensieri e quelli di molti altri.
    A te, quantomeno, tutto questo ha permesso di metterli per iscritto e farli conoscere al resto del mondo. E scusa se è poco.

    Ti parlo di quello che ho vissuto fino ad oggi, può darsi che nel giro di un giorno, un anno, o magari dieci anni mi ritroverò a dare ragione a te.

    Io non voglio aver ragione, è solo il mio punto di vista.

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  6. "Futuro lavoro che, peraltro, comporterà guarire persone che tanto, prima o poi, dovranno morire.
    Eppure la mia vita mi sembra tutt'altro che inutile. Innanzitutto essere diversa da una donna delle caverne mi ha permesso di vivere un'infinità di emozioni in più, nonostante il buco nell'ozono."


    quello che volevo farti capire è che tu puoi guarire una persona e questa dopo qualche giorno morirà proprio a causa del buco nell'ozono. che magari hai contribuito tu stessa a creare. quindi lo curi ma allo stesso tempo lo uccidi.

    vedo dottori che dedicano la vita a curare le altre persone e nel frattempo le avvelenano con le loro porsche che fanno cinque chilometri con un litro di benzina.

    ma in effetti è normale: se la gente non si ammalasse loro chi curerebbero?



    sì, andare a scuola mi ha permesso di condividere i miei pensieri con altre persone. ma se devo dirti la verità avrei preferito passare la mia vita come volevo io, non come mi è stato imposto dalla società.
    di conseguenza, penso che starei molto meglio di adesso se avessi l'intelligenza di una scimmia ma anche la sua libertà.
    tuttavia, dato che l'uomo esiste e non ci si può fare niente, devo ammettere che trasformarmi adesso in una scimmia sarebbe un grave errore, perchè qualche uomo stronzo sarebbe capace di venire a rompermi i coglioni anche se io me ne stessi nel mio habitat senza fare del male a nessuno.

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