[...] Platone ci spiega che l’amore consiste nel desiderio di generare e partorire il bello, al fine di garantirsi l’immortalità. Attraverso l’energia dell’amore si può generare un figlio, una legge, un’opera d’arte. Tante sono le creazioni possibili e tutte meritevoli. L’essenziale è che durante l’atto creativo l’uomo si lasci impossessare dalla passione. È la passione che lo mette in sintonia con l’energia dell’universo che gli consente di creare. Nella visione poetica di Platone, questa energia assume la forma di un dio chiamato Eros che invade chiunque sia innamorato di qualcuno o di qualcosa. Eros non è l’amato, ma l’amante.
Ecco il messaggio più profondo del libro. Come tutti gli orfani, ho passato la prima parte della mia vita a credere che la felicità consistesse nell’essere amati. Eppure ogni volta che ero amato non mi sentivo felice. Perché la felicità non viene dall’essere amati, ma dall’amare. Era già scritto lì, in quella pagina di duemila e cinquecento anni fa che ho appena infilato in valigia.
Massimo Gramellini
molto bello questo pezzo... molto.
RispondiEliminaInvece a me la filosofia proprio non piaceva, ma i professori mi hanno sempre presa molto in simpatia.. Pensa te :D
RispondiEliminaComunque parole sante, e assolutamente VERE.
Sigh :')