anzi, non è che non so parlare, è che non mi so proprio esprimere. né parlando, né scrivendo. scrivendo vado un po' meglio, ho il tempo di cancellare e riscrivere le cose 847 volte per giungere a qualcosa di accettabile. sempre se non sono particolarmente agitato, ché sennò faccio anche di peggio.
l'ultima volta che mi sono lamentato di questa mia incapacità è stato perché un esame a cui tenevo particolarmente non è andato come volevo, ma il problema è più serio. è un signor Problema, che si merita la P maiuscola. faccio fatica ad esprimermi con le persone, nei normali rapporti che ho con chiunque. scelgo le parole sbagliate, costruisco le frasi in un modo che a me sembra chiarissimo ma che alle orecchie e agli occhi degli altri prendono tutt'altro significato. e aggiungo milioni di dettagli inutili a qualunque stupidaggine io stia raccontando, perché penso che tolta dal contesto una cosa possa sembrarne un'altra.
immaginate di parlare con una persona che vi dice "fottiti blablablablabla" ma che in realtà vi vuole dire "ti voglio bene". come reagite? vi ha detto fottiti, come minimo la mandate a cagare.
immaginate di dire voi ad una persona "ti voglio bene" e di accorgervi solo dopo aver sentito la sua risposta che quello che avete detto poteva sembrare un "fottiti". come fate a convincere una persona che non vi vuole neanche più parlare che vi siete espressi male?
la stragrande maggioranza dei problemi che ho avuto nell'ultimo periodo è dovuta a cose che ho detto che sono state fraintese. dico una cosa, mi si fa notare che ho detto un abominio e poi, dopo aver desiderato di smaterializzarmi all'istante, cerco in tutti i modi possibili e immaginabili di far capire al mio interlocutore che no, non volevo dire quello che ha capito. epperò quando una cosa l'hai detta (o peggio, scritta) ce l'hai nel culo. perché quello è ciò che hai tirato fuori e indietro non si torna. nemmeno se cancelli, perché non cancelli quello che gli altri hanno in testa.
Mi vien da dire che a volte è meglio dire "esattamente" quello che si vuole dire. Vuoi dire: "ti voglio bene"? E allora dì "ti voglio bene". Vuoi dire "fottiti"? E allora dì semplicemente "fottiti". Io che pure son iperprolissa, a volte lo faccio per ribellarmi alle mie paure, quelle che mi fanno fare un mucchio di discorsi inutili per dire in realtà pochissime ed essenziali cose che penso. A volte mi esce un "ti voglio bene", semplicemente. E' la cosa migliore che ho detto, credo.
RispondiEliminaecco sì, va un po' così. ho paura che le persone non capiscano e va a finire che cercando di spiegarmi meglio non mi capiscono per davvero.
RispondiEliminaci proverò a dirlo e basta.
Secondo me, potrebbe funzionare. Io proverò a fare altrettanto. Tu fammi sapere, eh? :)
RispondiElimina