appena arrivo alla fermata dell'autobus un indiano con gli occhiali da sole mi chiede in inglese a che ora passa l'autobus, ché quello delle 11 e mezza non era passato. guardo gli orari e gli rispondo che alle undici e mezza non c'era un autobus, le undici e mezza è l'orario a cui l'autobus parte dal capolinea. ci mette quindici minuti ad arrivare, quindi passa entro una decina di minuti. il tempo di girare una sigaretta e fumarla.
arriva una ragazza vestita accazzodicane, con un trolley, i capelli legati e una voglia di tornare a casa che le scappa da tutte le parti. guarda gli orari. io sbuffo fumo. dietro alle lenti a specchio dei rayban ci sto bene. la gente non sa dove guardo, infatti lei mi fissa convinta che io stia guardando da un'altra parte. l'autobus arriva e noi saliamo.
timbriamo i biglietti e siamo in piedi vicini. c'è un foglio che dice di boicottare gli europei 2012 perchè in ucraina c'è stata una strage di cani proprio a causa degli europei. lei lo legge, io quando vedo cos'è sto quasi per dirle "è una bufala".
siamo quasi in stazione e l'autista (probabilmente un ex-rallysta) ci sbatte da una parte all'altra dell'autobus. lei rischia di volare per terra, poi mi guarda e sorride. le sorrido anche io e siamo arrivati.
si entra in stazione, lei va per la sua strada, io per la mia.
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